Pensioni, il governo pone la fiducia

13/05/2004


GIOVEDÌ 13 MAGGIO 2004

Pagina 31 – Economia

Il ministro del Welfare, Maroni: la delega previdenziale va approvata in settimana. Fini: un segnale ai mercati
Pensioni, il governo pone la fiducia
Oggi il voto al Senato. Opposizione e sindacati: un fatto grave

ROBERTO MANIA

      ROMA – Si riapre lo scontro sulle pensioni. Oggi il Senato voterà la fiducia sulla delega previdenziale. La decisione di giocare la carta estrema della fiducia è stata presa ieri dal governo e dalla maggioranza dopo aver constatato l´impossibilità di arrivare all´approvazione del testo entro oggi. Data limite secondo il ministro del Welfare, Roberto Maroni, per evitare di far slittare l´approvazione a dopo le elezioni europee. E quella di ieri è stata una giornata tesissima. I sindacati hanno parlato di decisione «gravissima» e annunciato nuove mobilitazioni (per ora sono esclusi scioperi) che verranno definite oggi stesso contro una riforma che considerano «inaccettabile». Per l´opposizione il ricorso alla fiducia costituisce una scelta pericolosa e «vergognosa» che compromette definitivamente i corretti rapporti tra gli schieramenti parlamentari. Il capogruppo dei Ds, Gavino Angius, ha accusato il presidente di palazzo Madama, Marcello Pera, di «offendere la dignità del Senato». Accusa rinviata al mittente.
      L´accelerazione che ha voluto imprimere il governo ad un provvedimento all´esame del parlamento da quasi due anni e mezzo, va letta anche con il peggioramento dei conti pubblici. L´approssimarsi dell´early warning da parte della Commissione Ue per aver superato il tetto del 3% del deficit, non permette più all´Italia di rinviare una riforma che il ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, ha presentato a Bruxelles come uno degli interventi strutturali per ridurre la dinamica della spesa. E ieri il vicepremier, Gianfranco Fini, ha detto che l´obiettivo è «far capire chiaramente ai mercati finanziari che non si tratta di una promessa del governo». Lo stesso Tremonti all´ultima riunione dell´Ecofin ha garantito il varo della riforma ottenendo (anche per questo secondo alcune fonti governative) lo slittamento a luglio dell´avvertimento europeo. Dall´altra parte pesano, e non poco, le divisioni nella maggioranza che hanno consigliato di blindare il testo. Non a caso ieri sera è stata laboriosissima la stesura del testo sul quale chiedere il voto dei senatori. Tanto che il nodo relativo al numero delle "finestre" (2 o 4) che permetteranno ai lavoratori con 40 di contributi di andare in quiescenza è stata rinviato ai decreti attuativi. C´è, infine, l´impegno che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha preso con gli italiani in televisione a reti unificate oltre sette mesi fa, e che ora, a ridosso delle elezioni, sembra intenzionato a rispettare.
      Il maxiemendamento su cui è stata chiesta la fiducia contiene il testo delle delega approvata in Commissione con alcune modifiche. In particolare le donne potranno continuare ad andare in pensione con i requisiti dell´anzianità (57 anni di età e 35 di contributi) ma con la penalizzazione del trattamento calcolato con il contributivo. Le nuove regole sulle anzianità non riguarderanno chi dal primo marzo 2004 è stato già stato autorizzato dall´Inps al versamento volontario dei contributi; così come i 10 mila lavoratori in mobilità delle aziende in crisi. Il contributo di solidarietà delle pensioni d´oro passerà dal 3% al 4%. I militari, infine, saranno esclusi dalla riforma. Dopo il voto di oggi la legge delega passerà per la terza lettura alla Camera.