Pensioni, il governo non cede

02/02/2004


LUNEDÌ 2 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina 9 – Economia
 
 

Pensioni, il governo non cede
Maroni: "La delega avrà un´approvazione rapida"

Domani in commissione Lavoro giornata decisiva con l´esame degli emendamenti alla riforma

          ROMA – Rush finale sulle pensioni: domani la Commissione Lavoro della Camera riprenderà l´analisi degli emendamenti alla delega previdenziale e l´appuntamento sarà decisivo per capire se ci sono le condizioni per una modifica alla riforma o se si arriverà allo scontro con il sindacato. Il governo dovrà decidere se andare avanti a testa d´ariete per approvare la riforma al più presto – come Maroni annuncia e spera – o fare ancora melina tenendo conto sia delle ormai vicine elezioni europee che delle divisioni che spaccano la maggioranza?
          Selle pensioni, infatti, anche il fronte interno non ha una posizione univoca. Le linee a confronto riguardano da una parte l´ipotesi di evitare lo scalino unico del 2008 (data in cui entrerebbero in vigore i 40 anni di contributi) per applicare un passaggio graduale alle nuove norme, dall´altra la definizione del mix fra anni di contribuzione e età anagrafica necessari per avere diritto all´assegno (la formula che riceve più consensi è quella che prevede «quota 96).
          Maroni chiaramente non ha dubbi: «I tempi saranno rapidi – ha detto – non ci sono problemi insuperabili». Nell´aula di Palazzo Madama, secondo il ministro, approderà prima la riforma costituzionale e subito dopo quella della previdenza.
          Aspettando le prossime mosse, comunque, un rapporto sulla regionalizzazione del bilancio previdenziale italiano – elaborato dal sottosegretario al Welfare Alberto Brambilla – segnala come in Italia ogni pensionato riceve in media 1,3 pensioni. Il numero di prestazioni previdenziali, dunque, supera quello dei lavoratori a riposo». Su un totale di 13,4 milioni di persone che hanno smesso di lavorare, le pensioni in pagamento sono complessivamente 16,8 milioni. Un´incidenza quasi interamente dovuta alla previdenza vera e proprie (anzianità, vecchiaia, invalidità e superstiti), che copre il 25,2% degli abitanti, contro il 4% delle prestazioni assistenziali (assegni sociali e invalidità civile). Considerando l´ammontare complessivo dei trattamenti erogati dall´Inps, compresi quelli cosiddetti temporanei a sostegno del reddito (come l´indennità di disoccupazione e la cassa integrazione), il calcolo arriva a una prestazione ogni 2,6 abitanti. Un dato definito nel rapporto «devastante» e con «pochi riscontri in Europa».