Pensioni, il governo fa muro

07/10/2003

 

martedì 7 otobre 2003 
Pagina 8 – Economia
 
 
La Udc rinuncia a modifiche alla riforma. Il vicepremier si limita a parlare di flessibilità.
Il 24 scuole e uffici pubblici chiusi
Pensioni, il governo fa muro
Fini: sciopero politico. I sindacati: non ci dividerete
          RICCARDO DE GENNARO


          ROMA – An e Udc, che domenica avevano nuovamente ipotizzato una sorta di gradualità nell´innalzamento da 35 a 40 anni dell´età contributiva, fanno marcia indietro: non chiederanno di riaprire la trattativa nella maggioranza sulle pensioni, non presenteranno emendamenti al testo concordato nel consiglio dei ministri di venerdì scorso, che verrà «pienamente rispettato». Il richiamo a Luca Volontè (Udc), che aveva parlato anche di emendamento, e a Gianni Alemanno (An) sarebbe venuto dallo stesso premier Silvio Berlusconi, preoccupato per la tenuta della maggioranza e convinto che sia ormai inutile tentare di dividere i sindacati dopo la ferma presa di posizione di Cisl e Uil a fianco della Cgil. Resta la disponibilità di An e Udc a proseguire il dialogo con i sindacati, che viceversa – come hanno esplicitamente dichiarato i tre leader Epifani, Pezzotta e Angeletti durante la manifestazione di sabato – non ci stanno più.
          Cgil, Cisl e Uil, intanto, rispondono seccamente alle polemiche dichiarazioni rilasciate ieri da due esponenti di governo, il vicepresidente del consiglio, Gianfranco Fini, e il ministro del Welfare, Roberto Maroni. «Lo sciopero non è la difesa di un diritto, perché la riforma delle pensioni entrerà in vigore nel 2008 – ha detto Fini – ma sarà un atto politico, il sindacato vuole assumere un ruolo politico». In sostanza Fini estende a Cisl e Uil, con i quali il governo ha anche firmato patti separati, le accuse da sempre rivolte dal governo Berlusconi alla sola Cgil. Fini conferma, tuttavia, «la possibilità di una maggiore flessibilità sulla riforma delle pensioni, ma sempre nell´ambito della Finanziaria». Il che significa che, in ogni caso, il risparmio sui conti deve comunque fare 12 miliardi di euro l´anno: su questo il ministro Tremonti non mollerà mai.
          Maroni, intanto, continua a rivolgersi alla sola Cgil: «Vorrei sapere se è favorevole o contraria agli incentivi che aumentano la busta paga del 33 per cento». I sindacati respingono gli attacchi di Fini: «Il governo non ha argomenti e si nasconde dietro alla formula dello sciopero politico», dice Morena Piccinini, Cgil. La quale ribatte anche a Maroni: «Continua a ciurlare nel manico. Sa benissimo che la Cgil è sempre stata d´accordo sugli incentivi, vorremmo però che fossero efficaci. Quello che vuole fare Maroni è soltanto dividere i sindacati». Analoga la reazione della Uil: «Il governo non ha argomenti e allora tenta una caratterizzazione ideologica dell´azione del sindacato», dice Adriano Musi a Fini. Mentre il segretario generale Luigi Angeletti dice di non temere la lettera che Berlusconi intende inviare a tutti gli italiani sulla riforma delle pensioni: «Non gli crederanno, crederanno a noi».
          Cgil, Cisl e Uil hanno stabilito anche le modalità dello sciopero di quattro ore proclamato unitariamente per il 24 ottobre. In particolare, uffici pubblici e scuole saranno chiuse tutto il giorno, le anche per l´intera mattinata, i trasporti si fermeranno per quattro ore secondo modalità decise a livello territroriale. I sindacati hanno deciso anche di organizzare, nell´ambito dello sciopero, manifestazioni nelle principali città. Non è ancora stato deciso, tuttavia, dove parleranno i tre leader.