Pensioni, il governo convoca i sindacati

16/02/2004


14 Febbraio 2004

    DEBUTTO DI FINI NEL NUOVO RUOLO DOPO LA VERIFICA. CGIL, CISL E UIL: CI PRESENTEREMO UNITI
    Pensioni, il governo convoca i sindacati
    Maroni: giovedì la proposta definitiva sulla previdenza

    ROMA
    Sul nodo delle pensioni il governo, pressato da tutte le parti, convoca i sindacati dei lavoratori e le organizzazioni imprenditoriali per giovedì 19 febbraio a Palazzo Chigi alle ore 15. E il ministro del welfare Roberto Maroni annuncia che sul tavolo «ci sarà la proposta definitiva dell’esecutivo e di tutta la maggioranza, la quale terrà conto dei suggerimenti dei sindacati e del recente dibattito in commissione al Senato». Maroni precisa: «Riguarderà l’intera delega previdenziale, dal conferimento del Tfr alla decontribuzione, dai fondi pensione al testo unico, compreso l’emendamento che prevede incentivi fino al 2008. Ci troviamo davanti ad una proposta diversa che va affinata. occorre ancora qualche giorno. In ogni caso, di qualsiasi proposta si tratti, essa partirà dal 2008, non prima».
    L’incontro potrebbe segnare una svolta, in un senso o nell’altro, nell’intricata vicenda che vede i sindacati nettamente schierati contro la riforma, gli imprenditori arroccati nella difesa delle proprie richieste centrate soprattutto sulla riduzione del peso dei contributi, ma anche la maggioranza e l’opposizione in contrasto tra loro e, finora, pure divise al loro interno sulle ipotesi di soluzione affiorate. Per il vice presidente del consiglio Fini, dopo il braccio di ferro sulla «verifica», costituirà certamente la prima occasione per affermare il suo ruolo di partecipazione e vigilanza sulla definizione delle scelte più importanti di politica economica. Ne è conferma un incontro tenuto ieri sera presieduto dallo stesso Fini a Palazzo Chigi, a poche ore dalla convocazione delle parti sociali, con il vice ministro dell’economia Baldassarri e il sottosegretario al welfare Viespoli, entrambi esponenti di Alleanza, per mettere a fuoco le proposte sul tappeto. Nel pomeriggio Viespoli aveva confermato che si sta lavorando sulla modifica dello «scalone» previsto nel precedente testo di riforma per far scattare dal 2008 l’età pensionabile a 65 anni e il numero dei contributi da 35 a 40 anni.
    Anche le parti sociali affilano le armi. «Serve una riforma rapida – afferma il presidente di Confindustria Antonio D’Amato – e che veda in particolare la decontribuzione per i giovani assunti un punto fermo. La riforma è un tema importante per l’Italia e il Mezzogiorno, uno dei capitoli decisivi per dare al paese non solo sostenibilità finanziaria della spesa pensionistica, ma anche un sistema previdenziale che offra garanzie sul piano dell’equità».
    In vista dell’incontro del 19, le segreterie di Cgil-Cisl-Uil si sono riunite ieri sera per valutare gli sviluppi della situazione e cercare di concordare una linea comune. Verso l’una i tre sindacati hanno annunciato un accordo, in cui la questione delle pensioni viene citata solo indirettamente: hanno infatti annunciato l’intenzione di mettere a punto un documento che affronti le principali questioni di politica economica, dei redditi e del welfare. «Abbiamo avviato un percorso unitario – ha detto il leader della Cgil, Epifani – e tutti quanti pensiamo che bisogna rimettere al centro il dibattito del Paese i temi della crisi economica e dello sviluppo, e la difesa delle condizioni di reddito dei lavoratori e dei pensionati». Il segretario generale della Cisl, Pezzotta, ha a sua volta spiegato che nei prossimi giorni si comincerà a lavorare a un documento unitario che affronti tre temi: la politica economica e industriale, «per vedere come si possono affrontare le difficoltà che attraversano il Paese e soprattutto determinati settori e aziende», la politica dei redditi «per definire quali criteri e orientamenti scegliere per difendere le pensioni e i salari», la politica del welfare «per elaborare una posizione la più unitaria possibile». Anche per il leader della Uil, Luigi Angeletti, si è trattato di «una riunione importante e utile. Lo scopo è mettere il sindacato in condizione di rispondere alle attuali esigenze dei lavoratori. Ci metteremo quindi al lavoro per costruire una piattaforma che sia la più condivisa possibile».