Pensioni: il governo chiama i sindacati

19/12/2003


VENERDÌ 19 DICEMBRE 2003

 
 
Pagina 33 – Economia
 
 
IL CONFRONTO
L´incontro probabilmente martedì. Pezzotta: pronto il nostro piano unitario

Il governo chiama i sindacati nuovo appuntamento sulle pensioni
          Un vertice della Cdl con Berlusconi, Fini, Follini e Buttiglione sblocca l´impasse
          I dati Istat: nel 2002 cala il numero di pensionati ma cresce la spesa: più 4,6%

          LUISA GRION


          ROMA – Pensioni: si riparte. Il tavolo per discutere sulla riforma si riaprirà prima di Natale e anche se l´appuntamento fra governo e sindacato non è ancora stato ufficializzato, sembra molto probabile che dal ministero del Welfare arrivi una convocazione fissata per il pomeriggio di martedì prossimo.
          Entrerà così nel vivo il dibattito che dovrà tenere conto della proposta unitaria alla quale Cgil, Cisl e Uil stanno lavorando e che – come aveva detto il ministro Maroni nell´incontro del 10 dicembre – dovrebbe dare l´avvio al «confronto serrato» messo in calendario fino al 10 gennaio. A smuovere le acque e stringere i tempi del confronto avrebbe contribuito il «pranzo di lavoro» che si è svolto ieri a Palazzo Chigi fra Berlusconi, Fini, Follini e Buttiglione. Un incontro durante il quale si è discusso prevalentemente della questione Alitalia, ma che – rispondendo anche al pressing di An e Udc sul tema – ha ribadito ulteriormente l´intenzione del governo ad «aprire» alle proposte dei sindacati. Proposte che – si è detto – dovrebbero arrivare in tempi stretti.
          Cgil, Cisl e Uil, aspettando la chiamata ufficiale fanno sapere di avere «le carte pronte» anche se, chiaramente, non sono disposti ad anticiparle. Pezzotta, intervenendo in merito ha comunque ricordato un aspetto che ha definito «singolare»: «Noi siamo stati a Palazzo Chigi – ha detto – ma nessuno ci ha detto che c´era una precondizione per iniziare il confronto, che era quella di presentare una nostra controproposta. Noi stiamo aspettando che il governo ci convochi. A meno che qualcuno non pensi che tocchi al sindacato convocare il governo; questa mi sembra un´esagerazione».
          In tutto ciò l´Istat ha reso note ieri le ultime elaborazioni effettuate in collaborazione con l´Inps: secondo i dati del casellario centrale al 31 dicembre 2002 il numero dei titolari di pensione risulta pari a 16.345.493 (meno 0,1 per cento rispetto al 2001); l´importo annuo dei redditi da pensione percepiti ammonta a 189.295 milioni di euro, con un tasso di variazione del più 4,6 per cento rispetto all´anno precedente.
          La maggior parte dei pensionati (47,3) è titolare di sole prestazioni di vecchiaia, il 7,3 riceve soltanto pensioni d´invalidità e il 9,7 per cento unicamente prestazioni ai superstiti. I titolari di almeno tre pensioni di diverso tipo rappresentano lo 0,5 per cento del totale.