Pensioni, il governo cerca una via d’uscita

09/04/2003

              mercoledì 9 aprile 2003

              Pensioni, il governo cerca una via d’uscita

              Raul Wittenberg
              ROMA L’Inps annuncia una maxi-
              operazione nei confronti dei suoi
              25 milioni di iscritti, con l’invio a
              tutti dell’estratto conto contributivo
              entro il 2004. E intanto si profila una
              soluzione sulla decontribuzione che
              ha cacciato il governo in un vicolo
              cieco: la sciagurata proposta non solo
              ha ricompattato Cgil Cisl e Uil,
              ma ha schierato contro l’Esecutivo
              anche tutte le altre confederazioni.
              La delega sulla previdenza, che fa perno
              proprio su questo punto, è ferma
              al Senato in attesa di un improbabile
              accordo con i sindacati. Cgil Cisl e
              Uil nel loro documento unitario hanno
              indicato l’alternativa alla decontribuzione
              in «forme di fiscalizzazione
              da verificare in sede di trattativa». Si
              tratterebbe cioè di operare non sull’aliquota
              contributiva del 32,7%, ovvero
              sul livello di finanziamento delle
              pensioni, ma su ben sette altre voci
              contributive che gravano sul costo
              del lavoro ma hanno un carattere assistenziale.
              Eccole: Disoccupazione
              (1,61%), Malattia (2,22%), Maternità
              (0,46%), Assegni familiari (1,68%,
              ed è già stato fiscalizzato lo 0,80%)
              Cassa integrazione ordinaria (circa il
              2% a carico dell’industria) e straordinaria
              (0,90%), Mobilità (0,30%).
              La somma di queste aliquote è il
              9,1%, e quindi ci sarebbe spazio per
              venire incontro all’esigenza di ridurre
              il costo del lavoro sul fronte contributivo
              «fino al 5%», senza terremotare
              una riforma, quella del 1995, che
              sta producendo importanti risultati.
              Non solo il numero delle pensioni
              liquidate in pochi anni si è ridotto
              del 14%; ma anche la spina nel fianco
              del sistema italiano, le pensioni di
              anzianità (147.000 quelle liquidate
              nel 2002), continuano a diminuire:
              al 31 marzo 2003 l’Inps ha ricevuto
              14.000 domande meno del previsto.
              Fonti autorevoli riferiscono che il ministero
              del Welfare sta valutando attentamente
              l’alternativa alla decontribuzione.
              lontana appare la nomina del
              presidente e del Consiglio di amministrazione.
              Il commissario straordinario
              Giampaolo Sassi si dice in attesa
              di decisioni. Abbiamo però il nuovo
              collegio dei sindaci: Giuliano Cazzola,
              Teodosio Zeuli, Ludovico Anselmi
              e Daniela Carlà, per il ministero
              del Welfare; Giovanni Cossiga, Michele
              Pisanello e Carlo Conte, per il
              Tesoro.
              Tornando all’operazione estratto
              conto, il commissario Sassi ha spiegato
              che sarà «la fotografia» della vita
              lavorativa di ogni assicurato, utile
              per conoscere la propria posizione e
              fare valutazioni sull’adesione o meno
              alla previdenza integrativa. Per i
              lavoratori atipici ci sarà nel febbraio
              2004 una iniziativa ad hoc, da ottobre
              2003 i lavoratori soggetti al sistema
              contributivo (quelli con meno di
              18 anni di anzianità nel 1995) con
              l’estratto conto sapranno a che punto
              è il loro montante contributivo.