“Pensioni” I sindacati apprezzano la frenata

15/01/2007
    sabato 13 gennaio 2007

    Pagina 7 – Economia/Oggi

    Pensioni, i sindacati apprezzano la frenata

      Epifani: non sono una priorità, ma lo «scalone» deve essere abolito

        Milano

        PRIORITÀ I sindacati hanno apprezzato la decisione del governo di rinviare la discussione sulla riforma delle pensioni. Ma si dicono anche pronti a discuterne

        quando sarà il momento. La posizione è stata espressa dai tre leader confederali, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. ine della assemblea nazionale unitaria sulla sicurezza del lavoro, in corso a Roma.

        «Non è una priorità – afferma il leader della Cgil, Epifani – ma ad un certo punto bisognerà sedersi al tavolo per discutere la materia, in quanto lo scalone previsto dalla Maroni va eliminato». E Angeletti dice: «È una cosa buona il rinvio, anche per una campagna mediatica sbagliata. Con la posizione della non urgenza il governo ristabilisce una verità nella discussione della riforma».

        Quindi il leader della Cisl Bonanni avverte che sulla riforma «c’è bisogno del consenso ampio dei lavoratori e noi siamo pronti a discutere tutti gli aspetti della riforma, dall’età pensionabile alla rivalutazione, alla previdenza integrativa anche per il pubblico impiego». «A Caserta è stata recuperata ragionevolezza» – spiega Bonanni. Secondo il quale su una materia «tanto delicata e che interessa milioni di persone non basta la bacchetta magica ma serve il consenso». Quindi il leader della Cisl rimarca che «quella pensionistica è una materia che riguarda tutti gli aspetti e non solo l’età pensionabile ma anche la rivalutazione delle pensioni minime, i lavori usuranti e la previdenza integrativa per il pubblico impiego».

        Insomma, a Cgil, Cisl e Uil piacciono le notizie che sono uscite dal vertice di maggioranza. «È giusto che non sia il primo punto in agenda: ne abbiamo altri da affrontare» – sottolinea Epifani, osservando però che «la questione previdenziale non si può trascinare a lungo: occorre intervenire sullo scalone, che va abolito e la data del primo gennaio 2008 incombe».

        In sostanza, col rinvio o meglio lo slittamento della discussione sulla riforma previdenziale, «il governo ha ristabilito la verità, visto che c’è una campagna di informazione che vorrebbe imporre che le riforme si sostanzino in quella delle pensioni» – osserva Angeletti. Che, nel merito, si mostra comunque ottimista. «Lo scalone Maroni – dice – sarà abolito perchè su questo c’è un impegno da parte del governo».

        Su questo tema, come su mercato del lavoro e sviluppo, dice ancora il numero uno della Uil, le tre confederazioni stanno lavorando alla definizione di un documento unitario da presentare al governo in cui saranno delineate le priorità del sindacato. «Se poi ci riusciamo, non lo so» – ha chiosato.