Pensioni, i sindacati affilano l’arma dello sciopero

13/11/2001


Pensioni, i sindacati affilano l’arma dello sciopero

Convocati per domani al Welfare, i sindacati respingono la proposta di Maroni La Uil: Il Governo non dia ragione a Confindustria. La Cisl: tutto ancora da fare. E la Cgil parte con lo sciopero dei metalmeccanici.

di Fernanda Alvaro


ROMA-Non c’è la convocazione dal presidente del Consiglio, non c’è  il testo scritto che dovrebbe contenere i cinque punti sui quali c’è una qualche intesa, ma c’è la proposta del ministro Maroni: delega sì, ma  elastica e domani, alle 18, la spiegherà ai sindacati. Prima, alle 16, alle imprese. Però a Cgil, Cisl e Uil  l’elasticità non basta. E il leader della Uil,  ancor prima di sentire le ultime dichiarazioni del ministro del Welfare dice:  se l’esecutivo sceglierà la delega che sott’intende una modifica alla riforma Dini, allora si va verso lo sciopero generale.

Luigi Angeletti, affiancato dal suo vice Adriano Musi, ha appena ricevuto dal parlamentino della sua organizzazione l’ok per la direzione che deciderà se e come protestare davanti a un incaponimento del governo. “Non litighiamo su questioni formali – spiega – Non faremo uno sciopero generale su delega o maxiemendamento. Chiameremo milioni di persone in piazza se l’esecutivo, dando ragione a Confindustria, negherà i risultati della sua stessa commissione, la Brambilla, che assicurano l’equilibrio dei conti previdenziali per i prossimi 10 anni".

Angeletti spiega che l’eventuale ricorso alla delega è un errore se si cerca il dialogo sociale e che i conti stessi presentati al tavolo della trattativa, negano l’esigenza di qualsiasi intervento sulle pensioni d’anzianità. "Intervento che però noi  siamo disposti anche a fare inserendo gli incentivi per chi vuole restare al lavoro".  Ancor più duro Adriano Musi che, avendo partecipato al tavolo delle trattative, spiega che  gli interventi sulle anzianità, negate da Maroni, erano però previsti. "Non voglio sapere se il ministro è in malafede o è maleinformato – dice – Dico solo che qualsiasi intervento su questo punto è ingiustificato, immotivato, iniquo". 

Insomma, se il governo chiederà la delega, come continuano a ripetere vari esponenti dell’esecutivo, è perché ha scelto di intervenire non soltanto sui cinque punti, ma su altro e dunque…."Se il Ministro Maroni afferma
che il governo ci farà una proposta, vuole dire che ammette che questa non c’è ancora e quindi il negoziato deve ancora cominciare”. Questo dice  il segretario confederale della Cisl Paolo Baretta a due giorni da mercoledì (ricordiamo che Maroni ha detto, mercoledì si chiude): ”Se il problema non è fare cassa o tagliare le pensioni di anzianità ma fare decollare la previdenza integrativa anche utilizzando il Tfr, migliorare la copertura previdenziale per i giovani e incentivare la permanenza volontaria al lavoro, è urgente, come chiediamo da settimane, che si possa davvero entrare nel merito”.

La Cisl chiede altro tempo e la Cgil riboccia senza ma: ”Prima – dice Gugliemo Epifani, numero due di corso d’Italia -  ci deve essere una trattativa il cui esito si traduce il un provvedimento legislativo, in questo caso é il contrario”.  

Ma allora, se il governo insiste, sarà sciopero generale?  L’organizzazione di Cofferati parte con lo sciopero dei metalmeccanici, venerdì. Poi su quello per la previdenza: ”Valuteremo",  risponde Epifani. E per una volta nessuno corre alle conclusioni, che però stanno per arrivare. Tempo 48 ore.

(12 NOVEMBRE 2001: ORE: 18:20)