“Pensioni” I dieci punti dell’intesa tra governo e sindacati

04/10/2006
    mercoled� 4 ottobre 2006

    Pagina 5 – Economia

      IL TESTO FIRMATO DA PRODI, PADOA-SCHIOPPA, DAMIANO, EPIFANI, ANGELETTI E BONANNI

        Riforma delle pensioni
        I dieci punti dell’intesa
        tra governo e sindacati

          Si passer� al sistema contributivo pieno
          Aumento dell’et� pensionabile e disincentivi

            ROMA
            Un decalogo per la riforma delle pensioni. Asciutto, ma molto preciso: due pagine e qualche riga, 9 capitoletti in tutto e 10 punti finali che indicano un tracciato ben preciso. Nell’ultima pagina sei firme, tutte molto pesanti: quella del presidente del Consiglio Romano Prodi, dei ministri dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa e del Lavoro Cesare Damiano e dei tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Epifani, Bonanni ed Angeletti. E’ il testo del �Memorandum d’intesa� sulla previdenza siglato nei giorni scorsi a palazzo Chigi che detta �obiettivi e linee di una revisione del sistema previdenziale� come recita il titolo del documento che La Stampa ora � in grado di illustrare in dettaglio.

              Il cuore dell’intesa, che come prima cosa dovrebbe servire a superare lo �scalone del 2008� introdotto da Maroni, � rappresentato dal punto �4�, quello dedicato al completamento della riforma. Che �terr� conto del cambiamento del quadro demografico ed economico determinatosi dopo la riforma del 1995�, ben sapendo che �il forte aumento dell’aspettativa di vita e la flessibilit� e precariet� del mercato del lavoro hanno determinato condizioni nuove che si riflettono sul sistema previdenziale�. Una frase che dice gi� molto, che segna un punto: che pu� voler dire sia il ricalcolo dell’importo degli assegni futuri sia un inevitabile allungamento dell’et� pensionabile. Dal confronto Padoa-Schioppa si aspetta �impegni ben precisi�, �risultati importanti�, in grado di stabilizzare definitivamente il sistema al punto da non dover pi� richiedere nuovi correzioni per molti anni a venire.

              Il dato di partenza sono, ovviamente, le riforme introdotte a partire dagli anni ‘90, che hanno introdotto i primi meccanismi in grado di garantire la sostenibilit� finanziaria nel lungo periodo e introdotto quel sistema di tipo contributivo, incentrato su un primo pilastro pubblico a ripartizione ed un secondo a capitalizzazione che ora si cerca di consolidare. I primi risultati ottenuti sono giudicati �significativi� sia dal governo che dalle confederazioni. Per� �alcune importanti problematiche non hanno ancora trovato soluzione� e quindi occorre intervenire. Innanzitutto sulla fase di transizione della riforma �assicurandone la sostenibilit� finanziaria� e quindi sul �rapporto tra generazioni� per ridurre squilibri e privilegi. �Faremo tutto con �gradualit� – ama ripetere il ministro Damiano -. Senza strappi�.

              Tanti problemi, diverse soluzioni. �L’aumento dell’aspettativa di vita – � scritto nel Memorandum – sollecita soluzioni che diano la possibilit� di continuare a svolgere un’attivit� di lavoro. Ci� richiede una coerente politica articolata su molteplici piani: lavoro part-time, formazione, un mercato del lavoro meno ostile ai lavoratori pi� anziani, ecc.�. Per il sistema pubblico �la regola� deve essere il �pensionamento flessibile�, con incentivi in grado di favorire �la prosecuzione volontaria dell’attivit� lavorativa di uomini e donne�.

              L’impegno sottoscritto da governo e sindacati, prevede, come � noto che la trattativa si apra il primo gennaio 2007 e si concluda �con un accordo� entro il 31 marzo. Tempi blindati, insomma, nessuno spazio per fare melina. Tre gli obiettivi da raggiungere in contemporanea: equit� sociale e sostenibilit� finanziaria, miglioramento delle prospettive per giovani e garanzia per tutti gli anziani di pensioni di importo adeguato.

              Dei 10 punti che sintetizzano le linee guida, il primo riguarda il sistema contributivo. Che andr� applicato in maniera piena per assicurare �sostenibilit� nel medio e nel lungo periodo e accompagnato dal �rafforzamento di criteri che legano l’et� di pensionamento all’importo della pensione, tenendo conto della dinamica demografica ed economica e salvaguardando la flessibilit� nell’accesso alla pensione� come previsto dalla Dini. Per quanto riguarda il sistema retributivo si dovr� prevedere un �aumento della possibilit� di scelta basato sulla flessibilit� dell’et� di pensionamento, incentrato su misure che favoriscano l’allungamento della permanenza nel mercato del lavoro�. Quindi si punta a superare il divieto di cumulo per gli anziani ma anche ad assicurare assegni �pi� adeguati� rivalutando i trattamenti in essere, ad estendere tutele sociali e contributive a favore dei giovani precari, ma anche a superare i tanti �privilegi� che ancora esistono.

                A fianco del pieno decollo della previdenza integrativa (anche per i pubblici) ed al completamento dell’armonizzazione del sistema contributivo per tutte le categorie, il memorandum prevede anche l’avvio del processo di riordino e razionalizzazione degli enti previdenziali (il Tesoro punta ad arrivare in tempi brevi ad un ente unico) e azioni di contrasto dell’evasione contributiva. Impegni precisi, messi nero su bianco. Che vincolano il governo ed i sindacati. E che faranno del 2007 l’anno delle pensioni.