Pensioni, Governo pronto al rilancio

22/03/2004


sezione: ITALIA POLITICA
data: 2004-03-21 – pag: 8
autore: M.ROG.
Per il nuovo «round» allo studio sconti fiscali per le forme integrative e presenza dei sindacati nei Cda dei fondi aperti
Pensioni, Governo pronto al rilancio
L’incontro con Cgil, Cisl e Uil dopo lo sciopero del 26 – Maroni: «Non capisco l’insistenza di Casini, la riforma è pronta»
ROMA • Sconti fiscali per rendere più "appetibile" la previdenza complementare. Un coinvolgimento più diretto nei fondi aperti delle parti sociali, con cui concordare anche un inasprimento dei coefficienti di trasformazione per il calcolo dell’importo delle pensioni obbligatorie. Tre carte che, attingendo in parte dagli emendamenti presentati da Margherita e Udeur, il Governo potrebbe giocare nel prossimo round con i sindacati (dopo lo sciopero del 26 marzo) con l’obiettivo di ridurre ulteriormente le distanze da Cgil, Cisl e Uil. Ma i sindacati mantengono una posizione rigida. Con Savino Pezzotta che polemizza: «Maperché a me tagliano le pensioni e al calcio tagliano il fisco?». Anche nella maggioranza però non mancano le tensioni. Con Roberto Maroni che risponde seccamente all’appello del presidente della Camera Pier Ferdinando Casini a decidere sulle pensioni.
«Non capisco l’insistenza di Casini — afferma il ministro del Welfare — la riforma è pronta».E aggiunge: piuttosto il presidente della Camera dia «il suo contributo» sulla riforma della giustizia che appare «molto più incerta».
Le "carte" del Governo. Una decisione definitiva sulla strategia da adottare con i sindacati sarà presa la prossima settimana.

Ma sia Silvio Berlusconi sia il vicepremier Gianfranco Fini hanno già fatto intendere che il Governo cercherà di utilizzare tutti gli spazi possibili per giungere quanto meno a una tacita intesa parziale. E in quest’ottica l’Esecutivo è pronto a pescare anche dai correttivi alla riforme presentati dell’opposizione al Senato. Non a caso Maroni ha più volte definito «interessante» l’emendamento della lista Prodi: intervento solo dopo la verifica del 2005 con le parti sociali già prevista dalla legge
Dini per valutare la possibilità di alzare su base volontaria la soglia pensionabile (magari da quota 92 a quota 94 nel mix età-contributi) oppure di inasprire i coefficienti di trasformazione riducendo quindi di fattol’importo dei trattamenti. L’ipotesi che sta valutando il Welfare è di dare operatività solo a una parte dell’emendamento. In fase di valutazione sono anche i correttivi messi a punto da Paolo Cirino Pomicino per l’Udeur, che prevedono una detassazione dei rendimenti della previdenza integrativa e la partecipazione anche dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil nei Cda dei fondi aperti.

La tabella di marcia. Resta ancora da decidere la data del nuovo incontro con le parti sociali. Maroni ieri ha detto che di questa questione e dello sciopero del 26 si è discusso venerdì al Consiglio dei ministri con Berlusconi e Fini. «Sarà il premier a decidere quando convocare i sindacati, ma io ho già ribadito di essere pronto in qualsiasi momento», ha affermato Maroni aggiungendo: «io penso sia meglio
dopo» il 26 «anche per ragioni di correttezza nei rapporti istituzionali». Fino a quel momento, comunque, la commissione lavoro del Senato, dove è all’esame la
delega Maroni, non voterà l’articolo 1 del testo, ovvero sul cuore della riforma (età pensionabile e uso del Tfr). Una decisione presa dalla maggioranza proprio in attesa degli sviluppi del nuovo round.
In ogni caso due restano i paletti inviolabili: la riforma dovrà andare in Aula il 19 aprile per essere approvata definitivamente entro giugno; dovrà essere realizzato a regime un risparmio pari allo 0,7% del Pil.
Maroni replica a Casini. Venerdì il presidente della Camera aveva detto che sulle pensioni è giunta l’ora di decidere. Ma Maroni non ha gradito: «Forse Casini si è
perso qualche puntata. La riforma è in seconda lettura al Senato.

Ora è in Commissione e va in Aula, come previsto, il 19 aprile. È una cosa già fatta, non c’è motivo per un rinvio a dopo le lezioni europee».