“Pensioni” Gallino: «Attenti ai fondi, ci vuole più trasparenza»

24/10/2006

    marted� 24 ottobre 2006

    Pagina 2 OGGI

    L’INTERVISTA LUCIANO GALLINO

      Novit� all’orizzonte, passaggio indispensabile: ma occorre garantire la gestione. Come insegnano i fallimenti Usa

        Attenti ai fondi pensione, ci vuole pi� trasparenza

          di Oreste Pivetta

            Anche il terzo pilastro sta crollando. Ne rimane in piedi uno e rimane in piedi la met� del secondo. Prospettive se non amare almeno velate da qualche incertezza per i lavoratori dipendenti in Italia, la cui retribuzione si fondava appunto su tre pilastri: il salario durante la vita lavorativa, la liquidazione o tfr, trattamento di fine rapporto, cio� qualcosa del salario che s’accumula nel corso degli anni e che a fine impiego diventa la via per acquistare la casetta, infine la pensione. �L’eliminazione � in corso…�, commenta Luciano Gallino, professore e sociologo, uno dei pi� attenti studiosi delle dinamiche del lavoro in Italia. La spiegazione: il tfr finir� nei fondi pensione, la pensione poco alla volta si dimezzer� perch� si ridurr� al 55/50 per cento il coefficiente di sostituzione, il rapporto cio� tra il salario percepito e la pensione percepita… Resta il salario, nei vari gradi della flessibilit� e della precariet�. �Non � che si possa parlare di un grande progresso, di una vittoria della modernit�.

            Professor Gallino, il tema del giorno � il tfr. Soldi dei lavoratori e attorno a quei soldi s’era scatenata la guerra. Ora sembra tornata la pace. Non le pare vi sia stata strumentalizzazione?

              �Strumentalizzazione s�. Ma non dimentichiamo che il tfr � una voce importante nel bilancio di un’azienda. Cancellandola si sarebbe creato un vuoto, che si sarebbe sempre potuto colmare ma a costi non irrilevanti. S’� visto come le banche hanno reagito, dichiarando la loro disponibilit�. A quale prezzo?�.

              Giusto accelerare la previdenza integrativa?

                ��Il tfr nei fondi sta semplicemente diventando un percorso indispensabile per mantenere a un livello accettabile proprio il coefficiente di sostituzione. Ora siamo attorno al settanta per cento. La tendenza � al taglio netto. Se le pensioni vengono costantemente limate (e anche il progressivo passaggio dal sistema contributivo a quello retributivo accelera la discesa) i lavoratori hanno l’interesse a garantirsi qualcosa attraverso i fondi pensione…�.

                Qui si aprirebbe in realt� un capitolo inquietante. I fondi pensioni sono alla fine soldi da investire. Con tutti i rischi…

                  �I fondi pensioni sono soldi che bisogna far fruttare. Investendo in prodotti finanziari, obbligazioni, azioni. Di sicuro un fondo non dovrebbe mai investire sulla stessa azienda, da cui provengono i soldi che lo alimentano. Se va male l’azienda, crolla anche il fondo. Ne sanno qualche cosa tanti lavoratori americani�.

                  Come si governa un fondo? E come si controlla chi governa?

                    �Tra tanto dibattere, la questione in Italia mi sembra ignorata. Nel momento in cui i fondi assumeranno una dimensione pi� cospicua, la loro gestione dovrebbe pur essere liberamente oggetto di critica e anche di orientamento da parte dei lavoratori che affidano i loro soldi. Possiamo ammettere che fondi di investimento di questo genere si presentino irresponsabili di fronte ai lavoratori delle loro politiche di investimento? Che un gruppo di manager magari svolga un lavoro eccellente, ma non debba rispondere ad alcuno? Credo che fondi pensione alimentati dai lavoratori dovrebbero muoversi lungo linee di investimento socialmente responsabili, credo che i lavoratori dovrebbero aver modo di far sentire la loro voce nella gestione. Siamo all’inizio, ma proprio per questo se ne dovrebbe discutere. Non dimentichiamo che fondi di investimento e assicurazioni sono proprietari della met� dell’industria mondiale e determinano quindi nel mondo le condizioni del lavoro, i salari, le conseguenze sull’ambiente… Non ci si pu� riparare dietro la globalizzazione, usata come giustificazione. No, diciamo che esiste un patrimonio immenso gestito da alcune decine di manager, americani, inglesi, olandesi, in modo totalmente autonomo…�.

                    Gira e rigira in Italia si torna alle pensioni e all’Inps. Lei ha pi� volte scritto che si dovrebbe intanto fare luce sul bilancio dell’istituto…

                      �Perch� in questi anni gli � stato accollato di tutto: dalle decine di migliaia di prepensionamenti dei ferrovieri negli anni novanta, per decisione del governo, al deficit (un miliardo l’anno) del fondo dirigenti d’azienda, alle pensioni di invalit� (che pensioni non si possono considerare), ai conti dei coltivatori diretti. Si fa un trucco contabile alla rovescia: prima infilo di tutto nel bilancio dell’Inps, poi accuso l’Inps di non tenere la partita in pareggio. Mentre al netto delle prestazioni assistenziali e di quei passivi che non hanno nulla a che fare con il rapporto tra contributi versati e pensioni ricevute dai lavoratori dipendenti, la spesa previdenziale sarebbe in equilibrio�.

                      Eppure si continua a ragionare accettando quel “trucco contabile”. E in discussione finisce l’et� pensionabile…

                        �Visto che viviamo tutti ormai fino a ottant’anni, potrei decidere di fissare a ottant’anni l’et� di pensione. Cos� il bilancio dell’Inps va alla pari. C’� un po’ di leggerezza nel ragionare sull’esigenza di prolungare l’et� pensionabile… Non � una colpa invecchiare. Accorciare la vita lavorativa, migliorando le condizioni del lavoro e dei lavoratori, era stato considerato un segno di progresso, era stata una conquista…�.

                        Ultima considerazione a proposito di Finanziaria: le sembra che il tema lavoro sia ben presente?

                          �Nelle duecentocinquanta e pi� pagine di Finanziaria si diventa pazzi cercando di districarsi per ritrovare norme dedicate al lavoro e all’occupazione. Quando si trova qualcosa, compare come rimando e modifica ad articoli di precedenti leggi, in forma assai misteriosa per il comune cittadino. Oppure con accostamenti che possono apparire comici, come nel decreto collegato del 3 ottobre scorso: dove si parla di repressione del lavoro nero, insieme con le frodi intercomunitarie e con il gioco illegale. Mi sarei aspettato nella Finanziaria del centrosinistra un ampio “capo” dedicato al lavoro e all’occupazione. Oso dire che la questione non � di scrittura, non � di tecnica della compilazione, ma � politica. Di antica cultura politica, che prescinde dall’orientamento dei governanti. In una democrazia, tutti i cittadini dovrebbero godere del diritto di capire che cosa una Finanziaria promette�.