Pensioni, Fini apre ai sindacati

15/10/2003

 

mercoledì 15 ottobre 2003
Pagina 4 – Economia
 
Pensioni, Fini apre ai sindacati
"Trattiamo dopo lo sciopero". Finanziaria nel caos
          L´opposizione paralizza l´iter della legge di bilancio, poi si sblocca il nodo della previdenza
          Il vicepremier: "Giusto parlare di gradualità, ma non toccare i conti". Maroni, slitta ancora l´emendamento

          ROBERTO PETRINI


    ROMA – Trattare con i sindacati sulla gradualità si può. L´apertura del vicepremier Fini viene dagli studi di «Porta a porta», dopo una giornata ad alta tensione segnata da un aspro scontro parlamentare sull´iter della Finanziaria, con le opposizioni che hanno minacciato l´Aventino: «Una volta consumato l´aspetto simbolico dello sciopero è giusto che il governo discuta con i sindacati della possibilità di gradualità, ma deve restare ferma la cornice dei conti».
    Le parole di Fini ha fatto seguito a quelle di Buttiglione che, nei giorni scorsi aveva evocato la possibilità di cambiare il testo della riforma varata dal consiglio dei ministri, e concludono una giornata aperta dal ministro del Welfare Maroni tutta tesa verso l´obiettivo di lanciare segnali di conciliazione verso Cgil, Cisl e Uil delle quali già si vocifera di una convocazione dopo lo sciopero generale. «Ho l´emendamento sulla scrivania, ma lo presenterò in Parlamento solo dopo lo sciopero, voglio ostinatamente sperare che il sindacato sia disponibile a discutere», ha detto Maroni. Pochi minuti dopo la posizione del ministro leghista veniva sostenuta da Gianni Alemanno di An: «Posizione ragionevole», osservava.
    Dell´atteggiamento attendista del governo ha fatto le spese l´iter della Finanziaria: ieri all´inizio della discussione generale su manovra e decretone, l´emendamento previdenziale mancava all´appello scatenando la protesta del centrosinistra. «Utilizzeremo tutti i mezzi disponibili per bloccare la Finanziaria», ha dichiarato il capogruppo dei Ds Gavino Angius. «Tremonti ha detto per tre volte che la manovra consta di tre interventi, Finanziaria, decreto e intervento sulla previdenza, se ha cambiato posizione ce lo deve dire», ha sostenuto Enrico Morando dei Ds. «Se il governo ha intenzione di avviare un dialogo con le parti sociali, e per questo aspetta lo sciopero generale del 24 ottobre per presentare l´emendamento, è chiaro che tale dialogo potrà ripartire solo con l´archiviazione della proposta iniziale», ha osservato Paolo Giaretta della Margherita.
    Le aperture dell´esecutivo hanno lasciato freddi i sindacati: Cgil, Cisl e Uil hanno parlato di toni da farsa e hanno chiesto al ministro di ritirare la delega. Tutta da verificare anche la posizione del titolare dell´Economia Tremonti che, sebbene potrebbe accettare qualche modifica tecnica al cosiddetto «gradino», non sembra disposto a separare manovra e riforma pensionistica. Sul collo del ministro dell´Economia, del resto, soffia anche il fiato del commissario Solbes secondo il quale la riforma delle pensioni italiana «incide sull´evoluzione della spesa ma non sul monte-pensioni che resterà stabile al 14 per cento del Pil. Un record europeo».
    Il tentativo di comporre le anime presenti nella maggioranza ha condizionato la soluzione della difficile giornata di ieri al Senato. Il governo ha evitato di presentare il testo di un emendamento che avrebbe chiuso la strada a qualsiasi trattativa futura (Vegas ha presentato un documento politico, un impegno che ha comunque accontentato le opposizioni) ma al tempo stesso ha rispettato le esigenze di Tremonti tese a trasformare la delega pensionistica in un «collegato» alla legge Finanziaria.
    In una lettera al presidente del Senato Pera il ministro per i Rapporti con il Parlamento Giovanardi ha sottolineato che la delega pensionistica, «pur non riguardando i saldi del 2004, affianca l´ordinario strumento della legge Finanziaria». La presidenza del Senato dovrebbe decidere oggi se accogliere o meno la richiesta di mettere le pensioni sul carro della Finanziaria 2004 ma a quel punto si ripresenterà la questione della copertura della spesa per gli incentivi fin dal prossimo anno.