“Pensioni” Fa discutere il meccanismo di copertura

26/10/2006
    gioved� 26 ottobre 2006

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      CONTI PUBBLICI – Fa discutere il meccanismo di copertura

        Dietro il conferimento del Tfr all’Inps
        c’� il rischio indebitamento per la Pa

          Tfr delle mie brame. Dopo il lungo braccio di ferro con Confindustria, quella �polpetta avvelenata�, secondo la definizione di Montezemolo, non cessa di far discutere. Ad essere in forse � l’intero meccanismo di copertura, che non sembra rispondere ai parametri previsti dall’articolo 81 della Costituzione. Il governo, comunque, se la caver� per il rotto della cuffia; ma creando un precedente pericoloso e mettendo a rischio l’intera manovra protesa al risanamento. Vediamo perch�.

          Le entrate previste dal trasferimento del Tfr all’Inps sono valutate in poco pi� di 6 miliardi per ciascuno dei tre esercizi finanziari 2007-2009. Queste maggiori risorse sono destinate a investimenti, secondo uno specifico elenco contenuto nella stessa legge finanziaria (Fondo competitivit�, Fondo ricerca scientifica, imprese pubbliche, autotrasporto, Ferrovie dello Stato, difesa). Finanziano, inoltre, l’intera tabella D. In pratica il complesso dei maggiori investimenti che si intende realizzare nel triennio.

          Queste maggiori entrate non sono tuttavia incamerate nel bilancio dello Stato. Sono invece accantonate in �un apposito conto corrente aperto presso la tesoreria dello Stato�, come recita il comma 2 dell’articolo 84. Sono in altri termini delle semplici giacenze che riducono l’indebitamento dello Stato e quindi sono conteggiate ai soli fini dei parametri di Maastricht. Ma che non possono finanziare ulteriori spese. Per queste ultime, come si dice in gergo, manca la competenza. Che invece, sul fronte delle spese, � prevista. L’asimmetria della scrittura contabile determina una situazione paradossale. Non abbiamo la provvista. Abbiamo invece l’autorizzazione a spendere. E’ come se una qualsiasi azienda privata ricorresse al credito a breve, per finanziare investimenti di lungo periodo.

          Per rimediare a questo inconveniente si � pensato di porre un vincolo, sulla cui efficacia � lecito dubitare. Dice il comma 5 dello stesso articolo che gli investimenti possono essere effettuati solo �nei limiti delle risorse accertate�. Questo significa che l’aumento di capitale in Trenitalia, per 400 milioni, tanto per fare un esempio, dovrebbe avvenire solo dopo aver constatato che il conto di tesoreria ha capienza sufficiente. Ma c’� una complicazione ulteriore. Tutte le spese, secondo la legge 468 del 1978 che regola le procedure della legge finanziaria, trovano copertura contabile nel saldo netto da finanziare. Non esiste, in altri termini, una relazione puntuale tra singola spesa e singola copertura. Ne deriva, pertanto, che quelle autorizzazioni di spesa sono valide ed effettive. E che, quindi, le somme relative potranno essere impegnate a prescindere da qualsiasi altra considerazione.

            Con quali conseguenze? Che se i rientri non saranno adeguati, crescer� non lo squilibrio del bilancio dello Stato, comunque coperto dalle maggiori entrate fiscali, previste nella manovra. Ma l’indebitamento netto della pubblica amministrazione. Che � il parametro considerato negli accordi di Maastricht il cui target, pari al 2,8 per cento del Pil, era stato concordato nel piano di rientro. La fragilit� di questa costruzione contabile � evidente. Diventa ancor pi� preoccupante se, sulla scorta del memorandum siglato con le forze sociali, la procedura di conferimento del Tfr sar� rivista nel 2008. Quegli investimenti, infatti, non hanno una cadenza annuale, ma triennale. E sono crescenti nel tempo. Si passa da un’autorizzazione di spesa pari a quasi 7 miliardi nel 2007 a una di quasi 11 nel 2009. Questo significa, pertanto, che se il governo ci dovesse ripensare, dovr� trovare altrettante risorse per far fronte a un impegno preso con una qualche leggerezza.