“Pensioni” Epifani: «neppure un solo giorno di più»

13/12/2006
    mercoled� 13 dicembre 2006

    Pagina 8 – Primo Piano

    Ed Epifani blinda le pensioni

      �A Mirafiori ho capito
      che gli operai non possono
      restare al lavoro neppure
      un solo giorno di pi�

        ROMA
        �A Mirafiori ho capito che gli operai non sopportano di restare al lavoro un giorno di pi�, figuriamoci tre anni�. Valeva la pena di fare un salto fabbrica: cos� il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, annuncia la necessit� di bloccare lo scalone previsto dalla riforma delle pensioni di Maroni. E prima ancora che si apra la discussione (accade a gennaio), si rimangia parte dell’intesa sulla riforma delle pensioni siglata con il governo quest’autunno. Dove un ritocco verso l’alto dell’et� pensionabile era previsto eccome.

        �Per noi bisogna tornare alla riforma Dini partendo dalle cose che non ha affrontato e per garantire la sostenibilit� del sistema� dice Epifani. Che ammette un problema di equilibrio e di stabilit�, ma, aggiunge �ci sono anche quattro problemi sociali che chiedono una risposta�. Si tratta dei lavori disagiati ovvero gli operai, i giovani, soprattutto quelli con attivit� e versamenti contributivi discontinui, i pensionati ed i cinquantenni. In proposito Epifani ha sottolineato che quello dei lavoratori ultracinquantenni � un problema che si lega alla riforma dello scalone e non solo per i lavoratori ma anche per le necessit� delle aziende: �Non � un mistero che in Fiat c’� la mobilit� lunga per settemila lavoratori ma – ha evidenziato – se mettiamo insieme le richieste di tutte le aziende arriviamo almeno a quota cinquantamila�. Epifani ha comunque voluto ricordare che il dibattito sulle pensioni dovr� anche tenere conto �dei cinque miliardi in pi�, destinati a crescere ulteriormente, di maggiori contributi� che verranno immessi nel sistema.

        D’accordo il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani: �Via lo scalone, bisogna restare nel solco della riforma Dini e preoccuparsi dei giovani che non hanno un approccio adeguato al sistema pensionistico�. Secondo Bersani, a gennaio, quando partir� il confronto con le parti sociali, �bisogner� tener conto dell’andamento demografico e del fatto che non si possono considerare uguali tutti i lavori�.