Pensioni: Epifani e Pezzotta divisi sulla riforma

03/12/2003





3 dicembre 2003

Dopo la manifestazione di sabato contro l’esecutivo, nel sindacato si profila una seconda spaccatura come per l’articolo 18

Pensioni, Epifani e Pezzotta divisi sulla riforma
Il leader Cisl: presentiamo una proposta e riapriamo la trattativa. Ma la Cgil frena: va rivisto tutto lo Stato sociale

      ROMA – Dopo quello che è successo ieri al Cnel la possibilità che Cgil, Cisl e Uil preparino un documento unitario sulle pensioni si allontana. La Cisl di Savino Pezzotta è infatti per presentare, «in tempi brevissimi», una «proposta alternativa» a quella del governo mentre la Cgil di Guglielmo Epifani non ne vuole sapere. Ieri mattina, al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, la divisione è apparsa evidente nei discorsi degli stessi Pezzotta ed Epifani intervenuti a un convegno organizzato dalla rivista on line Eguaglianza & Libertà . Pezzotta è stato chiaro: «Dal 6 dicembre anche per il sindacato finisce la tregua». Alla manifestazione di sabato prossimo a Roma contro la riforma delle pensioni del governo, Epifani, Pezzotta e il leader della Uil, Luigi Angeletti, saranno in piazza insieme. Ma subito dopo potrebbero dividersi. Col rischio che si ripeta la frattura del 2002 sull’articolo 18 (licenziamenti) quando, dopo lo sciopero generale unitario del 16 aprile, Cisl e Uil proseguirono la trattativa col governo, fino ad arrivare al Patto per l’Italia, mentre la Cgil continuò da sola la battaglia in piazza. Il problema che ha davanti il sindacato, ha detto Pezzotta, è la riforma del governo che potrebbe essere approvata dal Parlamento entro gennaio. «Dobbiamo mettere in campo una proposta alternativa per cambiare quella del governo – ha continuato -. Io preferisco una modesta vittoria a una gloriosa sconfitta». Quella che rischia il sindacato se segue la linea della Cgil, pensa Pezzotta. Completamente diverso l’approccio di Epifani, che ha concluso il suo intervento sottolineando come il sindacato non debba presentare un piano in risposta a quello del governo: «Questa riforma se l’è fatta il governo e se la veda il governo». Per il leader della Cgil le confederazioni devono lavorare a una proposta «alta e strategica» sul Welfare. Negativo il giudizio di Pezzotta. «Possiamo anche fare un bel progetto che ci salvi l’anima, ma se non serve a cambiare la riforma del governo a che serve?». Infine, un’altra frecciata alla Cgil: «Nessuno si illuda: se passa questa riforma non è che arriva un nuovo governo e la cambia. Ce la teniamo».
Enrico Marro


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