Pensioni: Epifani apre a Veltroni

12/07/2007
    giovedì 12 luglio 2007

    Pagina 4 – Economia

      Pensioni, Epifani apre a Veltroni
      "Patto tra lavoratori e giovani"

        Giordano: è il pollo di Trilussa, si leva agli uni e si dà agli altri

          ROBERTO PETRINI

          ROMA – Clima di attesa ed alta tensione sulla vicenda dello «scalone». Dopo l´accordo di martedì notte sulle pensioni basse tutti gli occhi sono puntati sul consiglio dei ministri di domani quando, secondo il tam tam della Capitale, Prodi potrebbe presentare la sua proposta. Nel frattempo la lettera a Repubblica del candidato leader del Partito democratico Veltroni che ha invitato i sindacati ad accettare la sfida di un nuovo patto tra generazioni ha dato una sferzata al dibattito. Epifani (Cgil) ha definito «condivisibile» l´appello di Veltroni: «Indica al paese il bisogno di superare le contrapposizioni tra padri e figli, non può che essere accolto positivamente». Attenzione da parte di Angeletti (Uil) mentre Bonanni (Cisl) si è espresso criticamente.

          Aspetti positivi nell´intervento di Veltroni sono stati colti anche dal presidente della Camera Fausto Bertinotti: «E´ interessante il punto – ha detto l´ex leader di Rifondazione – quando dice che non si può aumentare l´età pensionabile per chi sta alla catena di montaggio». Non altrettanto tenera l´altra anima di Rifondazione, rappresentata dal capogruppo Franco Giordano: «Togliere ai lavoratori per dare ai giovani: questo calcolo somiglia alla "media del pollo" di Trilussa». Più esplicito il responsabile Economico del Prc Maurizio Zipponi: «Temiamo che Prodi si prepari a presentare una proposta "prendere o lasciare" scaricando su Rifondazione la responsabilità della crisi».

          Le pensioni sono state il piatto forte della colazione di lavoro a Palazzo Chigi fra il premier, Padoa-Schioppa e il ministro del Lavoro Cesare Damiano. Pranzo durante il quale Prodi ha tracciato una direzione di marcia: il governo lavorerà alla definizione di una lista dei lavori cosiddetti usuranti, cara ai sindacati e a Rifondazione comunista, che sarà però tutt´altro che blindata. «Abbiamo lavorato per voi…», ha concesso il premier sibillino ai cronisti.

          La lista dei lavori usuranti dovrebbe comprendere tre categorie: il lavoro che si svolge in strutture sempre aperte (infermieri, vigili del fuoco); lavoro vincolato (cioè alla catena di montaggio) e semplici turnisti. Mentre sulla scalone resta la differenza con i sindacati: il governo sembra disposto a adottare la linea 58-59-96 ma con crescita di 18 mesi mentre i sindacati vorrebbero i 24 mesi. E´ possibile che un gradino sia di 24 e un secondo di 18.

          Un aspetto importante della vicenda potrebbe essere il referendum tra i lavoratori: potrebbe arrivare a settembre, dopo un´intesa che non necessariamente dovrà essere esplicitata con il varo di un provvedimento in consiglio dei ministri. A quel punto le norme sarebbero inserite nella Finanziaria e, se approvate dai lavoratori, troverebbero anche il consenso dei partiti.