“Pensioni” Entro giugno la scelta sulla liquidazione

24/10/2006
    marted� 24 ottobre 2006

    Pagina 2 – Economia

      LA RIFORMA

        La previdenza integrativa scatta nel 2007 ed i lavoratori dovranno decidere sui fondi

          Entro giugno la scelta sulla liquidazione

            Le imprese saranno compensate con una serie di benefici fiscali previsti in Finanziaria

              ROMA – Il 2007 sar� l�anno della previdenza integrativa. Con dodici mesi di anticipo rispetto alla precedente tabella di marcia i 16 milioni di lavoratori dipendenti italiani (se si coinvolgeranno anche coloro che sono impiegati nella pubblica amministrazione) saranno chiamati a decidere cosa fare del proprio Tfr, il trattamento di fine rapporto, cio� la vecchia liquidazione. � questa la maggiore novit� dell�intesa firmata ieri a Palazzo Chigi. Un accordo importante perch� senza la "seconda gamba" delle pensioni, gli assegni dei pensionati futuri (quelli per i quali il trattamento si calcoler� in base ai contributi versati) sar� inferiore del 35-40 per cento dell�ultimo stipendio, rispetto all�attuale 65-70 per cento.

              Ciascun lavoratore avr� a disposizione sei mesi (probabilmente da gennaio a giugno) per compiere la sua scelta. Quattro le strade possibili: lasciare il Tfr nella propria azienda; investirlo in un fondo integrativo di categoria, cio� frutto di un accordo tra sindacati e imprese; investirlo in un fondo collettivo aperto, cio� promosso da banche o altri soggetti finanziaria; investirlo, infine, in un piano pensionistico individuale, promosso da banche o assicurazioni.

              Le imprese che perderanno il Tfr saranno compensate con una serie di benefici fiscali che verranno approvati con la Finanziaria in discussione. � questo il nodo che � stato sciolto solo ieri mattina e che altrimenti avrebbe rischiato di far naufragare l�intesa. Le aziende con meno di 50 dipendenti (il 99,5 per cento del panorama imprenditoriale italiano) dovranno rinunciare solo alle quote che i propri dipendenti decideranno di versare ai fondi. Mentre se i lavoratori decideranno di lasciarlo nell�impresa (cio� continueranno a prestarglielo a tassi vantaggiosi), queste potranno proseguire nell�usarlo per il proprio autofinanziamento. Il punto � fondamentale per le aziende perch� l�accesso al credito bancario (in particolare per quelle di piccole dimensioni) � pi� costoso: circa due punti percentuali di differenza. Sar� comunque negoziato un accordo tra il governo e le banche per facilitare il finanziamento bancario.

              Le quote di Tfr "prelevate" dalle aziende con pi� di 50 dipendenti (in tutto sono poco pi� di 23 mila, comprese le banche, le assicurazioni e le imprese della grande distribuzione) finiranno in un fondo della Tesoreria, istituito presso l�Inps, che rappresenta una garanzia, trattandosi di risorse accantonate comunque per fini previdenziali. Secondo le stime del governo al fondo confluiranno circa sei miliardi di euro che saranno utilizzato per finanziare alcune attivit� infrastrutturali, Ferrovie e Anas comprese.

              Resta da fissare l�aliquota con cui verr� tassata la rendita pensionistica. Nella legge Maroni (sostanzialmente recepita dall�attuale ministro del Lavoro, Cesare Damiano) era indicata all�11 per cento. � escluso che possa salire al 20, come per i capital gains, mentre l�obiettivo del governo � di ridurla il pi� possibile sull�esempio di quanto accade in tutta Europa.

              (r.ma.)