Pensioni, ecco il nuovo piano

11/02/2004


MERCOLEDÌ 11 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina 29 – Economia
 
 

Pensioni, ecco il nuovo piano
Dal 2008 salirà gradualmente di 3-4 anni il mix età-contributi
          Primo accordo nella maggioranza. Salta la decontribuzione sui neoassunti. Tremonti: manterremo gli impegni con Bruxelles

          I tecnici del Welfare al lavoro: domani un altro incontro. Confindustria all´attacco: annullata una misura per l´occupazione
          La quota passerebbe da 92 a 95-96. Cade lo scalone dei 40 anni. Tfr nei Fondi integrativi ma solo con il silenzio assenso

          RICCARDO DE GENNARO


          ROMA – La maggioranza «smantella» la legge delega del governo e propone un nuovo schema. Eccolo: l´obbligo di trasferimento del Tfr nei fondi pensione aziendali diventa silenzio-assenso, la decontribuzione sui neoassunti scompare, l´innalzamento secco da 35 a 40 anni dell´età contributiva per la pensione di anzianità a partire dal 2008 tramonta definitivamente e lascia il posto al ripristino del «doppio binario» per la pensione di anzianità: la somma tra età anagrafica ed età contributiva per l´uscita dal lavoro, oggi a quota 92 (57 anni di età e 35 di contributi), salirebbe però – ma in modo graduale e sempre a partire dal 2008 – a quota 96. C´è poi l´ipotesi, politicamente meno praticabile, di un aumento dell´aliquota contributiva dei lavoratori autonomi dal 17 al 20% (o la riduzione dell´aliquota di computo, quella sulla quale si calcolano le loro pensioni, dal 20 al 17).
          Il silenzio-assenso e la rimozione della decontribuzione (contestata dalla Confindustria, secondo la quale «in questo modo si altera lo spirito della riforma») sono due fatti già acquisiti, mentre sul terzo punto (l´età) sono al lavoro i tecnici del ministero del Lavoro, che ora – dopo il via libera politico, complici i giochi della «verifica» di governo – dovranno mettere a disposizione della commissione Lavoro del Senato una proposta compatibile con quello che resta tuttora il vincolo principale del governo: un risparmio annuo dello 0,7% del Pil sui conti previdenziali. A Bruxelles, dopo la riunione Ecofin, il ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, ha infatti promesso che sulle pensioni «manterremo gli impegni».
          «Stiamo cercando un punto di equilibrio tra costi finanziari e costi sociali», dice il sottosegretario al Welfare, Pasquale Viespoli, che ieri ha guidato il «tavolo» con i capigruppo della commissione Lavoro del Senato. Viespoli ha anche svelato un percorso praticabile per l´alleggerimento del costo del lavoro alle imprese dopo l´affossamento della decontribuzione: trasformare l´intervento di decontribuzione in un intervento di fiscalizzazione degli oneri sociali, che confluirebbe nel ddl 848bis, quello che contiene anche la modifica all´art.18 e la riforma degli ammortizzatori sociali, due provvedimenti che furono scorporati dalla riforma del mercato del lavoro.
          Anche se da Parigi il ministro Maroni assicura che «non ci sarà alcun rinvio della riforma» e Viespoli dice che «la versione finale della delega sarà pronta per lunedì 16», i diessini Innocenti e Battafarano invitano il governo a un altro passo: il rinvio della discussione al 2005. Rutelli (Margherita), che aveva proposto l´innalzamento dell´età pensionabile di due anni, fa notare la retromarcia del governo: «Con la nostra iniziativa abbiamo dimostrato di avere una proposta percorribile per il Paese». Gli ribatte Ferrero (Prc): «Il governo usa la vostra proposta per arrivare a una manomissione bipartisan delle pensioni». I sindacati sono cauti. «Il problema è vedere alla fine cosa ci presenteranno», dice Pezzotta (Cisl). «Siamo ancora nell´ambito dei se e dei ma», aggiunge Morena Piccinini (Cgil), mentre Musi (Uil) parla di «tentativi volonterosi».