Pensioni, è sempre più scontro

30/10/2003

 

giovedì 30 ottobre 2003 
Pagina 4 – Economia
 
Pensioni, è sempre più scontro Maroni:"Riforma entro l´anno"
I sindacati: così niente dialogo. Manovra, oggi la fiducia
          Il ministro del Welfare: "La maggioranza non ha titubanze, nessun ritiro dell´emendamento"
          Epifani: "I lavoratori sono contrari ". Pezzotta: "Possibile un nuovo sciopero"
          I ministri Gasparri e Stanca: "La Tecno-Tremonti è ancora un capitolo aperto. Assurdo eliminare il sostegno al digitale"

          RICCARDO DE GENNARO
          ROBERTO PETRINI


          ROMA – «La maggioranza non ha titubanze: ci sono i tempi per approvare la delega previdenziale entro l´anno». Ne è convinto il ministro del Welfare, Roberto Maroni, il quale fa sapere ai sindacati che il governo «non ritirerà l´emendamento sulla riforma delle pensioni, che ormai è parte della delega». Oggi, intanto, il governo porrà la fiducia sul maxiemendamento e, conseguentemente, sull´intero «decretone» che accompagna la Finanziaria.
          Nonostante il «no» dei sindacati a un dialogo sulla riforma previdenziale così com´è, Maroni – che ieri ha illustrato l´emendamento in Senato – ribadisce di essere in attesa di «proposte alternative». Dopo le sue dichiarazioni, il confronto diventa, tuttavia, ancora più difficile. «Maroni ha parlato nella sede più importante che c´è in Italia: il Parlamento. Alle sue parole bisogna dunque dare credito e questo allontana il terreno di dialogo possibile», dice il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, che aggiunge: «Il governo prenda atto che la maggioranza dei lavoratori contraria alla riforma».
          Anche il leader della Cisl, Savino Pezzotta, respinge la proposta di dialogo: «Se tu vuoi discutere con me, allora anche l´obiettivo finale diventa tema di una discussione importante, altrimenti è una discussione in una gabbia, e io in una gabbia non ci sto». Pezzotta conferma che un altro sciopero generale è possibile, «ma non per fare cadere il governo: nel ´94 cadde per responsabilità della Lega». Per l´ex ministro Tiziano Treu (Margherita), è molto difficile che la delega previdenziale possa essere approvata entro l´anno, come dice Maroni, «a meno che non si ponga anche qui la fiducia».
          Quanto alla fiducia sul maxiemendamento e sul decretone, prevista per oggi in Senato, da Fini e dall´Udc arrivano segnali di soddisfazione per il compromesso raggiunto. Già si profila, però, un nuovo caso: la nuova tecno-Tremonti esclude dagli incentivi gli investimenti nel digitale (il risparmio è di 94,6 milioni di euro) e questo fa insorgere i ministri delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, e dell´Innovazione, Lucio Stanca. «È ancora un capitolo aperto», assicura il primo. «Assurdo eliminare il sostegno al digitale», dice il secondo. Il presidente della Confindustria, D´Amato, giudica intanto positivamente la tecno-Tremonti, ma la definisce una scelta «simbolica».
          Tra le novità dell´ultima ora, una stretta (del valore di 30 milioni) per il recupero dell´Iva sulle schede telefoniche internazionali che oggi non dispongono di elementi di identificazione. Spunta poi un emendamento, che non è nel «maxi», ma che è stato presentato dal relatore Ivo Tarolli (il quale ne ha parlato come di «una dimenticanza»): prevede l´incompatibilità tra amministratori di Fondazioni e vertici dell´azienda bancaria controllata. L´emendamento non potrà essere votato e dunque potrebbe essere presentato nella Finanziaria vera e propria. Infine un altro caso: Tarolli ha rilevato che al comma 20 del testo definitivo del decretone è rimasta la possibilità per la Cassa depositi spa di fare raccolta diretta, il che qualificherebbe la Cdp come banca, in contrasto con i commi successivi. Secondo il relatore si tratta di un errore tecnico che sarà sanato.