Pensioni, è di nuovo scontro

24/11/2003



24 Novembre 2003

RIFORMA DEL WELFARE L’UDC FRENA SULLA FIDUCIA.
PEZZOTTA: C’E’ FRETTA DI CHIUDERE I BUCHI
Pensioni, è di nuovo scontro
Maroni: nessuna dilazione. Cisl e Uil fanno muro

    ROMA
    Il governo sembra frenare sull’ipotesi di porre la fiducia sulla riforma delle pensioni. Proprio sabato il ministro delle politiche comunitarie Rocco Buttiglione non aveva escluso l’ipotesi, ma è lo stesso Buttiglione a frenare a un giorno di distanza. Roberto Maroni, ministro del Welfare, dice che la fiducia non serve, ma avverte: «il governo non cadrà nel tranello delle tattiche dilatorie del sindacato».
    Il problema è quello dei tempi: per approvare entro il 31 dicembre la delega previdenziale in discussione al Senato, pare proprio che l’unico strumento tecnicamente utilizzabile per l’Esecutivo possa essere quello della questione di fiducia. Sarebbe uno schiaffo al sindacato, ma anche un macigno sulle perplessità e i distinguo che pure non mancano all’interno della maggioranza e dell’Esecutivo. Sono molti, infatti, nel centrodestra a ribadire che in qualche modo bisogna tentare di ricucire un dialogo col sindacato. Un sindacato che non solo appare sul tema della previdenza più unito e saldo di quanto si pensasse, ma che prosegue la sua mobilitazione, in vista della manifestazione nazionale di Roma del 6 dicembre. Cgil-Cisl-Uil sperano che una volta concluso il semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea la coalizione al governo abbia ben altri problemi piuttosto che varare stroncando il dibattito parlamentare una riforma che non certo popolare.
    «Siamo riluttanti a mettere la fiducia sulla riforma previdenziale – dice il ministro per le Politiche Comunitarie, Rocco Buttiglione – La fiducia potrebbe essere accettata per ragioni forti, ma per correttezza di dialogo con le forze sociali è meglio di no». Più categorico il responsabile dei Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, anch’egli dell’Udc: «Il governo già dal 30 ottobre – spiega Giovanardi – ha autorizzato a porre la fiducia su decretone, Finanziaria e riforma previdenziale. Ma questa è solo una possibilità. Ma dire ora che il governo porrà la fiducia non esiste».

    Al contrario, è impaziente e determinato il titolare del Welfare. «Aspettiamo dal 3 ottobre la proposta del sindacato», dice Maroni, secondo cui «continuiamo a tenere aperta la porta del dialogo ma comunque andiamo avanti per approvare la delega entro fine anno.
    E il ricorso alla fiducia non servirà grazie alla compattezza della maggioranza. Né il governo cadrà nel tranello delle tattiche dilatorie messe in atto da qualche sindacato per allontanare il momento dell’approvazione della riforma fino a farla accantonare contando sulle scadenze elettorali del 2004».
    Ma Savino Pezzotta insiste. «Il governo ha fretta di fare la riforma non per far funzionare meglio il sistema ma solo per coprire dei buchi – dice il segretario generale della Cisl – Non siamo noi che stiamo perdendo tempo. Troppo comodo parlare di gioco delle parti del sindacato quando il governo ha impiegato quasi due anni per preparare la sua proposta, peraltro sbagliata. Adesso tocca a noi preparare la nostra controproposta unitaria nei tempi e nei modi che il sindacato riterrà giusti».
    [r.gi]