Pensioni, duello Tremonti-Maroni

04/05/2004


MARTEDÌ 4 MAGGIO 2004
Pagina 32 – Economia
 
IL CASO
Il Tesoro favorevole all´emendamento di Forza Italia per risparmiare
7 miliardi
Pensioni, duello Tremonti-Maroni
"Stralciamo i Fondi". "Sono contrario"
La proposta, accelerando il trasferimento del Tfr, darebbe nuove entrate

RICCARDO DE GENNARO


      ROMA – La maggioranza dà un ulteriore giro di vite sulla riforma delle pensioni, ma – nello stesso tempo – punta a svuotarla nella parte relativa alla previdenza complementare. Da un lato, il relatore Carmelo Morra (Fi) introduce un emendamento che conferma la verifica nel 2005, prevista dalla Dini, per la ridefinizione al ribasso dei coefficienti di calcolo del rendimento pensionistico. Dall´altro, i senatori Ferrara e Malan di Forza Italia propongono lo stralcio dalla delega della parte relativa alla previdenza complementare, il cosiddetto «secondo pilastro». Alla vigilia dell´approdo in aula al Senato (oggi scatta la settimana decisiva per l´approvazione, con 700 emendamenti da esaminare) la delega previdenziale torna al centro delle polemiche e suscita un nuovo scontro Tesoro-Welfare.
      Il colpo di scena è la proposta di stralcio dei due senatori di Forza Italia. Se il Senato dovesse accoglierla alleggerirebbe la delega del capitolo finalizzato al decollo dei fondi pensione. Ferrara sostiene di avere concordato l´emendamento con il sottosegretario al Tesoro, Giuseppe Vegas, lasciando intendere che dietro ha il ministro Tremonti. Chi non ci sta è il ministro del Welfare, Roberto Maroni, il quale sottolinea che «quella non è la posizione del governo» e assicura che oggi alle 10 andrà in aula «per chiedere il ritiro dell´emendamento Ferrara-Malan». Coloro che difendono lo stralcio spiegano che comporterebbe maggiori entrate per l´Inps, pari a circa 7 miliardi, con un impatto positivo sul deficit-Pil dello Stato. Il Tesoro precisa all´agenzia Radiocor che lo stralcio «è destinato esclusivamente al riordino e alla semplificazione delle norme relative al secondo pilastro», ma che «ogni ipotesi di riduzione del rapporto deficit-pil è destituita di fondamento».
      Ma torniamo alla verifica del 2005, che era stata giudicata dal governo «assorbibile» nella verifica del 2013, prevista dalla delega. Se dovesse passare renderebbe pesantissima la situazione previdenziale dei futuri pensionati. La delega, infatti, alza l´età pensionabile da 57 a 60 anni nel 2008 (61 nel 2010 e 62 nel 2014), mentre la verifica del 2005 adegua il rendimento della pensione alle nuove aspettative di vita, tagliando gli assegni a coloro che non posticipano l´uscita dal lavoro. Il risultato è, come dice Tiziano Treu (Margherita), un «vero massacro». Si va in pensione più tardi e con una pensione più bassa.
      Morra conferma che «la verifica del 2005 è aggiuntiva a quella del 2013», smentendo in questo modo Maroni, che per ben due volte, in commissione Lavoro del Senato, l´ha esclusa. «Anche a noi Maroni aveva detto in tutte le salse che la verifica del 2005 con l´adeguamento dei coefficienti era assorbita da quella del 2013», dice Morena Piccinini, Cgil. I sindacati non digeriscono anche un´altra modifica alla delega: l´equiparazione, ai fini del trasferimento del Tfr, tra fondi aziendali e polizze individuali. Per questo hanno chiesto un incontro ai gruppi del Senato «prima che inizi il voto sui singoli articoli».