Pensioni, duello sui correttivi

02/03/2004



        Martedí 02 Marzo 2004


        Pensioni, duello sui correttivi

        Welfare – Entro domani i sub-emendamenti al Senato, Cdl divisa


        ROMA – Sulla riforma delle pensioni stanno per arrivare i primi responsi del Senato. Entro domani dovranno essere presentati in commissione Lavoro i sub-emendamenti ai correttivi del Governo. E martedì 9 marzo cominceranno le votazioni. Il ministro Roberto Maroni ribadisce di essere certo che la delega sarà approvata dal Parlamento prima della tornata elettorale. Ma i sindacati restano di tutt’altro avviso, con il leader Cisl, Savino Pezzotta, che sostiene che a questo punto sarebbe meglio «rinviare sine die» la discussione della riforma in Parlamento. E aggiunge che i sub-emendamenti annunciati dalla Lega (pensionamento anche con 57 anni di età e 38 di contributi) confermano che il sindacato «aveva ragione». Proprio i correttivi del Carroccio continuano a far discutere nella maggioranza.
        E danno vita a una nuova contrapposizione tra Lega e Udc e An. Il Carroccio ripete che la proposta sarà pronta entro domani, ma non esclude che alla fine l’operazione possa essere bloccata da un contrordine di Bossi. Ma l’Udc fa subito sapere che se la Lega insisterà nel suo atteggiamento anche il partito di Follini presenterà nuovi correttivi. Polemica tra Lega e Udc. Il responsabile lavoro della Lega, Dario Galli, conferma che le correzioni del Carroccio sulle pensioni saranno pronte entro domani, «e meno che non arrivi una telefonata di Bossi all’ultimo minuto… In questo caso non se ne farebbe più nulla».
        La proposta della Lega prevede la possibilità di pensionamento dal 2008 anche con la formula del "57+38". Ancora da decidere è la copertura.
        Due le ipotesi: il ricorso a disincentivi: un giro di vite sui trattamenti di invalidità. Ma il presidente della commissione Lavoro di palazzo Madama, Tomaso Zanoletti (Udc), fa subito sapere: «Se verrà fuori che verranno presentati e accolti emendamenti nell’ottica di uno scalino più morbido, li presenteremo anche noi». An: rispettare gli accordi. An resta «ancorata alla proposta definita con la mediazione del vicepremier Fini», dice Oreste Tofani.
        Che critica il Carroccio: «Non riusciamo a comprendere le motivazioni di emendamenti quando si arriva a una sintesi con il ministro leghista Maroni». Maroni sfida la margherita. Maroni afferma di essere pronto a discutere (come ministro competente) «qualsiasi emendamento che migliori la delega» a patto che rispetti il vincolo dei risparmi previsti (0,7% del Pil). E rilancia la sfida a Francesco Rutelli dicendo di essere curioso «di vedere se la Margherita» entro domani «formalizzerà l’emendamento che aveva preannunciato qualche settimana fa sull’innalzamento dell’età pensionabile, perché adesso non ci sono più ostacoli». E aggiunge: «Se sarà ragionevole, nulla vieta che possa essere accolto». La replica di Treu. Immediata la replica di Tiziano Treu (Margherita): qualla di Maroni è una boutade, una sfida impossibile, «lui vuole tagliare le pensioni, noi riequilibrare la spesa. Non abbiamo lo stesso obiettivo». Ad affermare che sono necessari l’innalzamento dell’età pensionabile e il rafforzamento della previdenza integrativa è l’ex premier Giuliano Amato. Pezzotta: serve uno stop alla delega. Per Pezzotta la soluzione migliore sarebbe quella di rinviare la discussione in Parlamento sulla delega. E ribadisce di essere «nettamente contrario all’innalzamento dell’età pensionabile». Pezzotta dice che, alla luce dell’allungamento delle prospettive di vita, «bisogna trovare strumenti di accompagnamento» degli anziani. E ripete che il 10 marzo l’assemblea di tutti i delegati dei confederali, deciderà le iniziative di mobilitazione da intraprendere».

        M.ROG.