Pensioni di anzianità verso il blocco

03/02/2003

          sabato 1 febbraio 2003

          Pensioni di anzianità verso il blocco
          Il governo studia il piano mentre anche Casini chiede: subito la riforma

          Raul Wittenberg

          ROMA Torna alla ribalta lo scontro sulle pensioni. Mentre i Ds annunciano
          battaglia contro la delega, scende in campo il presidente della Camera Casini per dire che, per quanto sia dolorosa, «la riforma delle pensioni va affrontata».
          Più che doloroso, è un tema esplosivo. Avanza infatti il rischio di un blocco delle pensioni di anzianità.
          E intanto si prospetta per tutti i lavoratori dipendenti l’obbligo di aderire alla pensione integrativa impegnandoci l’intera liquidazione.
          Nel primo caso si tratta di una previsione della Cgil, certa che entro sei
          mesi il governo si troverà costretto ad intervenire sulle pensioni anticipate
          anche con i disincentivi stile 1994, ovvero con tagli ai trattamenti di anzianità. Come sempre in questi casi, per evitare che tutti si precipitino a far domanda di pensione prima dei tagli, si avrà l’ennesimo decreto che blocca le pensionamento di anzianità come nel 1994.
          Nel secondo caso si tratta della delega sulla previdenza, la cui discussione
          nell’aula di Montecitorio è slittata al 17 febbraio. Oltre alla decontribuzione, c’è l’obbligo per tutti i lavoratori di destinare per intero gli accantonamenti futuri per la liquidazione (Tfr) alla previdenza complementare, che di fatto non è più volontaria. E si trasferisce de jure il rischio finanziario in capo al lavoratore.
          Il Tfr è salario differito, e il lavoratore con i suoi soldi dovrebbe fare quel che vuole, accontentarsi della liquidazione o puntare sugli investimenti del fondo pensione. Ma deve deciderlo lui. Se invece lo obblighi a farlo, non avrà
          più scampo di fronte alle crisi del mercato, lo vincoli ad una responsabilità
          che soltanto una repubblica delle banane potrebbe imporgli.
          Sorge un problema di costituzionallità perché non puoi obbligare un soggetto ad assumersi un rischio simile.
          Per evitarlo ci vorrebbero tante di quelle garanzie dello Stato, da trasformare la previdenza integrativa – per definizione privata – in un altro Inps.
          Sono questi gli elementi principali emersi da un convegno con cui i Ds hanno fatto il punto sulla previdenza integrativa, con la loro posizione espressa da Giovanni Pollastrini nella relazione: no alla decontribuzione; sì al Tfr nei Fondi, a condizione che il lavoratore possa scegliere diversamente; no alla previdenza
          integrativa obbligatoria; tener fuori dal sostegno alla previdenza complementare le polizze Vita.
          Livia Turco, responsabile Welfare della segreteria dei Ds, annuncia «una battaglia durissima, contro la delega attiveremo il massimo del nostro impegno politico e parlamentare per battere una delega che
          colpisce gravemente i giovani». Per la Turco «è in pericolo il pilastro pubblico della previdenza» ed il taglio dei contributi «rappresenterà un salasso per i più giovani, appena entrati nel mondo del lavoro». Beniamino
          Lapadula della Cgil, dopo aver denunciato la «carta nella manica» del governo, e cioè il blocco delle pensioni di anzianità, prevede una «valanga» di ricorsi alla Corte Costituzionale contro la destinazione obbligatoria del Tfr ai fondi perchè la norma, osserva, è «a rischio incostituzionalità». Il sindacalista
          ha anche accusato il presidente della Confindustria, Antonio D’Amato, e il ministro del Welfare, Roberto Maroni, di essere i responsabili del blocco dei fondi pensione, per aver calpestato il consenso che nel 1993 la Confindustria aveva dato allo sblocco del Tfr a favore dei Fondi pensione volontari.
          Contraria alla delega anche la Cisl che, con il segretario Pierpaolo Baretta, chiede di togliere di mezzo qualunque ipotesi di disincentivi alle pensioni di anzianità. E se si dovessero inserire obblighi di adesione a quelle integrative, si dovrebbero corredare di solide garanzie sulle prestazioni.