«Pensioni del lavoro autonomo, alleanza fra casse professionali»

16/03/2011

Una guerra tra poveri. Pensionati. Se quella dei giovani professionisti è destinata a diventare generazione mille euro, i lavoratori autonomi (quelli della gestione separata dell`Inps) dovranno accontentarsi di pensioni da 5oo euro. «Se si lamentano i professionisti del loro futuro previdenziale, noi cosa dovremmo fare – si domanda Giuseppe Lupoí, residente del Colap, Coordinamento libere associazioni professionali -. Hanno voluto diventare privati e autonomi, e li capisco, ma non vorrei che ora che i conti cominciano a non tornare chiedessero l`intervento statale. I lavoratori autonomi invece si dibattono nell`assenza di fondi e di potere politico che li lascia nel dimenticatoio». In Parlamento ci sono due proposte di legge, molto simili, firmatari Treu e Cazzola che riguardano la riforma previdenziale per i lavoratori autonomi. «Il tema comune è la doppia pensione – spiega Anna Soru, presidente Acta, associazione consulenti terziario avanzato -, chi versa nel sistema contributivo puro può ambire a un assegno da 5oo euro al mese. La proposta è di ricevere una pensione sociale a cui aggiungere ciò che si ricava dai versamenti nella carriera. Il tutto
senza dimenticare che da anni si parla di un`armonizzazione dell`Inps, eliminando la gestione separata come cassa minore. Non vuol essere una gara con i giovani professionisti però, forse, se il concetto di armonizzazione fosse esteso a tutti otterremmo risultati migliori». Un concetto simile a quello elaborato anche da Confprofessioni, che in tema di armonizzazione lancia una proposta: «Si può creare un`economia di scala tra le varie casse di previdenza – spiega Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni appalti unici per abbattere i costi dei servizi. Si libererebbero risorse per il sistema pensionistico che dovrebbe continuare a essere il primo obiettivo». Per i lavoratori autonomi invece
l`obiettivo rimane una legge di riforma previdenziale che raccolga uno dei due progetti arenati in Parlamento. «Ma
non abbiamo la forza di spingerli – si lamenta Lupoi – il nostro sistema è ancora troppo giovane e povero di risorse. Siamo una grande realtà sociale a cui, per ora, non corrisponde un`equivalente forza politica».