“Pensioni, decontribuzione addio”

25/01/2002


VENERDÌ, 25 GENNAIO 2002
 
Pagina 37 – Economia
 
Nel governo spunta un’idea per venire incontro ai sindacati sulla garanzia delle prestazioni future. "Le aziende sono già risarcite"
 
"Pensioni, decontribuzione addio"
 
Brambilla: tre punti dirottati dall’Inps ai fondi integrativi
 
 
 
 

ROMA — Segnali di fumo dal governo sulle due deleghe cruciali su lavoro e pensioni: quest’ultimo provvedimento inizierà martedì prossimo l’iter alla Camera. Ieri il sottosegretario al Welfare Alberto Brambilla durante un convegno della Legacoop ha proposto una modifica del sistema della decontribuzione previdenziale (prevista dalla delega da 3 a 5 punti) e del conseguente sgravio del costo del lavoro. Secondo Brambrilla si potrebbe cancellare la decontribuzione e dunque lo sconto sul costo del lavoro, ma lasciare intatto un prelievo sempre dal 3 al 5 per cento dei contributi previdenziali per indirizzarli direttamente ai fondi pensione in aggiunta alle quote di Tfr. In questo modo, secondo la proposta avanzata da Brambrilla, la quota di pensione pubblica dei lavoratori sarebbe destinata ugualmente a ridursi ma i contributi andrebbero ad alimentare automaticamente i fondi pensione e dunque l’assegno pensionistico complessivo resterebbe inalterato. Le imprese rimarrebbero senza l’atteso taglio al costo del lavoro ma Brambilla ha ricordato che già l’accordo del 1995 consentiva una sospensione d’imposta del 3 per cento, a titolo di risarcimento, a fronte del Tfr accantonato per i neoassunti e questo sconto potrebbe salire, magari al 4 per cento. Ad incoraggiare le aziende ad accettare la nuova ipotesi del governo c’è anche il vantaggio, procurato al sistema finanziariario, della cartolarizzazione del Tfr, ancora allo studio del Tesoro e rimasta fuori dalla delega: per Brambrilla la strada giusta sarebbe comunque quella della emissione di Btp ad hoc. «La cartolarizzazione — ha detto il sottosegretario — ci dà subito una massa enorme di risorse, l’altro percorso ce ne dà un po’ meno ma le impiega direttamente e con maggiore sicurezza. Io preferisco questo percorso alla cartolarizzazione anche perché non mi va di dare i miei risparmi ad aziende straniere che poi comprano le aziende italiane».
Segnali arrivano anche sul fronte dell’articolo 18. Una della proposta (già bocciata da Cofferati) è quella di limitarne la modifica al solo Mezzogiorno ma si parla anche di rivedere le norme dell’arbitrato inserite nella delega per renderle omogenee a quanto stabilito dai contratti di lavoro.
(r.p.)