Pensioni, debutta la «scuola di Varese»

14/07/2003



        Sabato 12 Luglio 2003
        Pensioni, debutta la «scuola di Varese»

        Le sfide sul welfare – Al termine dell’incontro informale tra i ministri Ue rilanciata la via «soft» senza sanzioni, né parametri


        La via di Varese. Dalla riunione informale dei ministri del Welfare dei 15 Paesi membri Ue (ai quali si sono aggiunti quelli degli Stati entranti, oltre che dei candidati Bulgaria, Romania e Turchia, ma anche Svizzera, Croazia e Norvegia) che si è chiusa ieri a Varese, è uscito il consenso su una linea d’azione: «no» a una Maastricht della previdenza, cioè a un sistema di parametri e sanzioni; promozione di indicatori e un calendario comune. Nel Welfare, sintetizza il ministro Roberto Maroni, «la responsabilità resta ai singoli Stati ma il processo di armonizzazione deve avere una visione comune» Piani e raccomandazioni. Nel vertice si è fatta strada l’ipotesi (non da tutti condivisa) di introdurre per sanità, pensioni e inclusione sociale un sistema fatto di linee guida comuni, piani nazionali di attuazione e raccomandazioni per gli Stati inadempienti. Il metodo di un «coordinamento aperto» che Maroni ha definito la strada giusta.
        Ma su questo punto si sono registrate diverse sfumature: dallo scetticismo del ministro inglese, preoccupato per una restrizione della sovranità nazionale sul tema Welfare, all’entusiasmo belga Prepensionamenti: il monito del commissario.
        Di un «Processo di Varese» aveva parlato in passato il commissario Ue alle Politiche Sociali Anna Diamantopoulou che si è detta perciò soddisfatta dei risultati raggiunti nel vertice.
        Ma sul fronte previdenza l’esponente della Commissione Ue ha lanciato un monito: «Non possiamo andare avanti – ha detto – con una situazione di pensionamenti anticipati, che è stata catastrofica»