“Pensioni” Damiano: «Serve una previdenza più flessibile»

04/10/2006
    mercoled� 4 ottobre 2006

    Pagina 5 – Economia

      Damiano
      �Serve una previdenza pi� flessibile
      Sul Tfr all’Inps non si torna indietro�

      intervista
      Paolo Baroni

      ROMA
      �La Finanziaria � molto equilibrata, il tempo ci dar� ragione� assicura il ministro del Lavoro Cesare Damiano, anima riformista dell’esecutivo. �Abbiamo fatto una grande operazione di redistribuzione del reddito a favore dei ceti medio bassi, quelle famiglie che fanno fatica ad arrivare alla quarta settimana del mese� spiega.

        Scusi ministro, ma l’impressione � che invece la spinta riformista dell’Unione sia gi� finita: ha prevalso la sinistra radicale, Rifondazione, ed al rigore si � preferito l’aumento delle tasse…

          �Se ne dicono tante. Io penso che il tempo sar� galantuomo. Una volta che si saranno diradate le nebbie della contrapposizione e sar� finito lo sport di tirare dalla propria parte qualsiasi risultato, si vedr� che ci troviamo di fronte ad una Finanziaria che date le condizioni � di forte equilibrio. E che ha una chiara impostazione riformista�.

            Quali sono �le condizioni date�?

              �Non dobbiamo mai dimenticare la pesantissima eredit� del passato governo, altrimenti risulterebbe inspiegabile la necessit� di fare una manovra da 33,4 miliardi. Deficit e debito fuori controllo ci hanno costretto ad effettuare una correzione molto drastica dei conti: trovare un equilibrio tra risanamento, rigore ed equit� non � stato certo facile�.

                Ricchi, poveri, ceto-medio: cosa ne pensa di questo dibattito e dei timori che, soprattutto al Nord, attraversano anche i Ds?

                  �Io faccio fatica a pensare che il ceto medio, e quindi la media del benessere degli italiani, si collochi a quota 70 mila euro di reddito. Non voglio passare n� per pauperista n� per populista, ma la mia esperienza mi insegna che la retribuzione di un operaio della Fiat, dopo 35 anni di lavoro ai turni, � di 1200 euro netti al mese; che un operaio tessile � al di sotto di questa cifra; e che i nostri figli laureati, che lavorano con contratti flessibili o precari, possono andare dai 600 ai 900 euro al mese. Una retribuzione netta di 2 mila euro � gi� considerata buona, una di 3 mila lambisce la parte alta del lavoro dipendente. Se vogliamo stare ai dati questa � realt�, certo poi bisogna aggiungere che l’evasione fiscale che in Italia tocca livelli altissimi falsa molto la classificazione dei redditi delle persone. Ma questo � un problema che intendiamo combattere con determinazione�.

                    Quando sente dire che la Cgil � �il partito trasversale del governo� lei che viene dalla Cgil come reagisce?

                      �Mah… A me personalmente hanno detto di tutto: una volta che sono la quinta colonna della Cgil ed un’altra che lo sono di Confindustria ed un’altra volta di qualcun altro. Lascio che dicano: sono tutte sciocchezze. Personalmente mi sono battuto fin dall’inizio perch� la manovra non fosse caratterizzata dalla logica dei due tempi ma tenesse assieme rigore, sviluppo ed equit�.

                        A proposito di sviluppo: il taglio del cuneo diviso in due rate non rischia di uscire un po’ depotenziato?

                          �Io, da vecchio negoziatore, mi sono sempre posto un obiettivo preciso: il risultato a regime. E a regime, nel 2008, il taglio del cuneo produrr� un beneficio strutturale di oltre 9 miliardi di euro, e quasi 6 andranno alle imprese. Che mi auguro si traduca in una scossa per la crescita della produttivit� e della competitivit� del paese, favorisca i nuovi investimenti e segni una svolta nelle politiche del lavoro visto che � collegato ai contratti di lavoro a tempo indeterminato�.

                            L’ex ministro Maroni dice che con la mobilit� lunga avete �regalato� un miliardo alla Fiat.

                              �Maroni fa delle affermazioni gravi e infondate. Questo mi dispiace perch� quando si parla di lavoro e di persone che hanno problemi di occupazione e sicurezza occorre fare attenzione, e soprattutto non si pu� distorcere la realt�. L’ex ministro sa perfettamente che questo fondo � dotato di 2 milioni per il 2007, di 59 nel 2008 e di 140 nel 2009, che riguarda 6 mila persone e non una sola impresa, e che non � nient’altro che la replica di una misura presa nel 2003 dal suo governo�.

                                Il prelievo del Tfr inoptato fa discutere. Alcuni economisti sostengono anche che in questo modo il governo non avr� alcun interesse a far decollare i fondi pensione…

                                  �Riconfermo che per me invece questa � una priorit�. Non � un caso che, come ministro, io abbia giocato la carta del decollo anticipato al prossino anno dei nuovi fondi. Un argomento su cui intendo aprire un tavolo con le parti sociali per garantire la partenza dell’operazione a gennaio del 2007 con un’opera di pubblicit�, spiegazione e convincimento nei confronti di milioni di lavoratori. Il mio obiettivo � indirizzarne il maggior numero possibile verso la previdenza integrativa�.

                                    Le imprese sono molto preoccupate.

                                      �Conosco le loro critiche. Per� voglio far notare che il prelievo dal 65% � sceso al 50% e che in Finanziaria sono previsti sgravi contributivi per compensare questo intervento: 455 milioni di euro nel 2008 e 530 nel 2009. Se un problema esiste, riguarda semmai le piccole imprese: un punto al quale bisogna prestare grande attenzione�.

                                        Il prossimo banco di prova per misurare il tasso di riformismo del governo � rappresentato dalle pensioni…

                                          �Intanto diciamo che per il 2007 non cambia nulla. Rispetto al 2008, invece, non mi sento di parlare di riforme, dobbiamo solo mettere mano ad una serie di aggiustamenti tornando allo spirito della legge Dini e rimediando ai danni fatti dal governo precedente. E la prima cosa da fare � reintrodurre quella flessibilit� che la controriforma Maroni ha negato, anche considerando che non tutti i lavori sono uguali�.