“Pensioni” Damiano: «Ora nessuno si tiri indietro»

18/12/2006
    luned� 18 dicembre 2006

    Pagina 9 – Economia

      L�INTERVISTA

      Il ministro del Lavoro chiede la regia di Palazzo Chigi e un chiaro accordo di maggioranza

      Damiano:"Riforma pensioni?
      Ora nessuno si tiri indietro"

        l�idea di Fassino
        S� alla consultazione degli
        elettori del centrosinistra,
        ma non sia solo sulla e
        sigenza di innalzare l�et�

        gli ammortizzatori
        Parlare di previdenza deve
        andare di pari passo con
        l�offerta di pi� adeguati
        ammortizzatori sociali

        Ampia discussione
        Sono d�accordo con
        Rifondazione: ci vuole
        una discussione preliminare
        nel centrosinistra.
        Non saranno tempi lunghi

          ROBERTO MANIA

          ROMA – Su Cesare Damiano, ministro del Lavoro, cadr� in gran parte il peso politico della "fase due" del governo Prodi. Pensioni, mercato del lavoro, ammortizzatori sociali sono temi ad alta sensibilit� sociale sui quali l�esecutivo, approvata la Finanziaria, metter� alla prova la tenuta della maggioranza ma anche la sua capacit� riformatrice. In questa intervista Damiano indica le condizioni indispensabili per non ripetere �gli errori� dei mesi passati e dice che una quota delle risorse derivanti dalla lotta all�evasione fiscale dovr� servire per la riforma degli ammortizzatori sociali. Ai partiti del centrosinistra chiede di trovare una posizione comune sulla riforma delle pensioni e di non �rilanciare� una volta aperta la trattativa con i sindacati.

          Lei � favorevole alla proposta di Fassino di una consultazione popolare sull�innalzamento dell�et� pensionabile?

            �Io non circoscriverei la consultazione all�innalzamento dell�et� pensionabile. Sarebbe importante che il centrosinistra coinvolgesse i propri elettori, con assemblee in tutti i Comuni, innanzitutto per far apprezzare loro i risultati raggiunti con la Finanziaria sotto il profilo del risanamento, dello sviluppo, della redistribuzione del reddito, dell�equit� sociale, della lotta al lavoro nero e alla precariet�. Poi andrebbero legati questi interventi alla "nuova fase" dell�azione di governo che si aprir� a gennaio�.

            Cio� a quel "cambio di passo" di cui per� non vuol sentir parlare Prodi?

              �Non mi appassionano le dispute terminologiche. Sento l�esigenza di una forte regia politica per affrontare il confronto con le parti sociali, sulle pensioni e parallelamente sugli ammortizzatori sociali, e per impedire che emergano le spinte corporative dei diversi soggetti�.

              Ma il governo non ha ancora una proposta condivisa. Come pensate di affrontare i sindacati senza un�opinione comune?

                �Su questo sono d�accordo con il segretario di Rifondazione Franco Giordano: ci vuole preliminarmente un�ampia discussione nella coalizione. Su questioni cos� delicate � impensabile presentarsi ai tavoli con proposte difformi o immaginare che qualche partito della maggioranza punti ad un rilancio in corso d�opera. Sono temi ad alta sensibilit� sociale sui quali nessuno pu� permettersi di fare il furbo. E se vogliamo raggiungere l�obiettivo anche sindacato dovr� presentarsi al tavolo con una posizione unitaria�.

                Tutto ci� non rischia di dilatare i tempi? Davvero pensa che a marzo il negoziato sulla previdenza possa essere concluso?

                  �Non credo che ci vorranno tempi lunghi. Le linee direttive sono gi� state indicate nel Programma e poi nel Memorandum sulle pensioni firmato da Prodi, Padoa-Schioppa, il sottoscritto e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. E in quel testo c�� scritto che parlare di previdenza significa contestualmente parlare di un�efficace azione per rafforzare i servizi sanitari e assistenziali per gli anziani, contrastare la precariet� e disegnare i nuovi ammortizzatori sociali�.

                  Dovete troverete le risorse? Solo per superare il cosiddetto scalone di Maroni serviranno dai 4 ai 6 miliardi di euro.

                    �Una quota parte delle entrate che si otterranno con la lotta all�evasione dovr� servire a finanziare queste operazioni�.

                    Se la sente di escludere la possibilit� che alla fine, per le divisioni nella maggioranza e per le rigidit� dei sindacati, rimanga lo scalone di Maroni?

                      �Trovo stucchevole che nel centrosinistra ci si divida tra chi vorrebbe eliminare lo scalone e chi no. Per superare quel meccanismo che dal primo gennaio del 2008 obbliga ad avere 60 anni di et� per andare in pensione con 35 anni di contributi, vanno reperite le risorse. Da questo non si pu� prescindere. Come dal fatto che dal �95 ad oggi si � assistito, per fortuna, ad un forte aumento delle aspettative di vita, ma anche ad un allargamento della precariet�.

                      Poi c�� la questione dei lavori usuranti che escluderebbe alcune categorie dall�aumento dell�et� pensionabile. � un decennio che se ne parla senza risultati. Perch� questa volta dovrebbe essere pi� facile?

                        �� vero che se ne parla da dieci anni ed � altrettanto vero che non � una questione facile. Da anni, per�, si parlava anche del decollo dalla previdenza integrativa: dall�anno prossimo partir� con addirittura con dodici mesi di anticipo. Questo � un fatto�.

                        Quali sono i lavori usuranti, secondo lei?

                          �Andranno definiti. Certo tra i lavori maggiormente usuranti metterei chi fa i turni, chi lavora alla catena di montaggio. Ma trovo usurante anche il lavoro notturno dell�infermiere e quello della maestra d�asilo�.