“Pensioni” Damiano: «Alla fine il decreto passerà»

13/11/2006
    sabato 11 novembre 2006

      Pagina 2 – Economia

        L�INTERVISTA

        Il ministro Damiano: nella coalizione c�� lealt�, ora la previdenza complementare pu� decollare

        �Alla fine il decreto passer�
        anche il sindacato � d�accordo�

          "Chi si occupa
          di casa e immigrati
          ino ad oggi non ha
          fatto meglio di me"

            ROMA – �Alla fine il decreto superer� il voto del Parlamento perch� do per scontata la lealt� all�interno della coalizione�. Cesare Damiano, ministro diessino del Lavoro, tende a gettare acqua sul fuoco nello scontro con Rifondazione comunista, convinto che la sua riforma del Tfr andr� in porto nei tempi e nei modi previsti.

            Il ministro Ferrero, insieme agli altri esponenti di Rifondazione, l�accusa di non aver discusso e concordato con tutte le forze della maggioranza il decreto sulla previdenza complementare. � vero che Rifondazione non conosceva il provvedimento?

            �Intanto vorrei dire che questo decreto legge ha un carattere tecnico perch� consente semplicemente di dare operativit� a quello che politicamente avevamo gi� deciso con il Memorandum sottoscritto con le parti sociali. Insomma non c�� niente di nuovo sotto il sole. Con questa decisione tutti i fondi pensione contrattuali e aperti potranno adeguare i loro regolamenti e statuti in modo tale che la riforma possa decollare dal primo gennaio del 2007, cio� un anno prima del previsto. Il governo ha semplicemente dato corso, senza alcuna innovazione, ad una decisione politica che aveva gi� preso con le parti sociali. Alle nostre spalle abbiamo mesi e mesi di discussione con sindacati e industriali�.

            Gli esponenti di Rifondazione, tuttavia, sostengono che nel suo decreto non c�� riferimento all�istituzione del fondo presso l�Inps per la previdenza integrativa pubblica, come � scritto a pagina 172 del programma dell�Unione. Perch� non l�ha inserito?

            �Perch�, all�interno della discussione sulla Finanziaria, � stata individuata una soluzione secondo cui le risorse relative al trattamento di fine rapporto che maturer� potranno essere indirizzate in tre direzioni: 1) ai fondi integrativi; 2) al fondo della Tesoreria presso l�Inps per gli investimenti infrastrutturali; 3) restare nelle aziende con meno di 50 dipendenti. Tutto questo, ripeto, era gi� stato fissato con l�accordo con le parti sociali, e quindi non pu� costituire sorpresa per nessuno�.

            Dietro le quinte, c�� chi sostiene che il fondo per la previdenza integrativa pubblica sia saltato per l�opposizione delle assicurazioni. � vero?

            �Francamente mi sembrano affermazioni prive di fondamento�.

            Lei continua a dirsi un convinto sostenitore della previdenza complementare, ma non � contraddittorio chiedere ai lavoratori di aderire ai fondi e intanto "prelevare" circa sei miliardi di Tfr dalle grandi imprese per finanziare le opere pubbliche?

            �No, non c�� alcuna contraddizione. Se il flusso annuale del trattamento di fine rapporto � intorno ai 18-19 miliardi di euro e se, sulla base di previsioni ottimistiche si riuscir� a portare dall�attuale 14 per cento al 40 per cento la quota di lavoratori aderenti ai fondi, si indirizzeranno ai fondi quasi sette miliardi. Dunque ne rimangono altri 12 che in parte resteranno nelle imprese con meno di 50 dipendenti e per l�altra parte confluiranno all�Inps. Questo � l�obiettivo indicato nella legge Finanziaria. E per questo sostengo che non c�� alcuna contraddizione e mi auguro che soprattutto i lavoratori pi� giovani aderiscano in maniera massiccia ai fondi integrativi. Non vorrei, infatti, che la polemica politica facesse perdere di vista il fatto che con un anno di anticipo decoller� finalmente la previdenza complementare. Questa � una formidabile occasione per i giovani che potranno integrare la propria pensione pubblica e obbligatoria con quella integrativa�.

            Dopo lo scontro sui precari, sul suo ministero � arrivato un nuovo attacco dall�interno della maggioranza. Si sente in difficolt�?

            �No, non mi sento in difficolt� ma so di essere in una posizione scomoda. Il ministero del Lavoro rappresenta un importante crocevia su temi fondamentali quali la precariet� e le pensioni, con tutti i problemi che ci� inevitabilmente comporta. Tuttavia non mi pare che su altre questioni, penso alla casa o alle politiche sull�immigrazione, si vada ad una velocit� maggiore. Insomma vorrei che si riconoscessero gli elementi di discontinuit� che, rispetto al precedente governo, ho messo in campo e che io rivendico con forza: dalla riduzione del cuneo fiscale finalizzata alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro, alle misure per la sicurezza nei cantieri; dalla lotta al lavoro nero all�allargamento delle tutele a favore dei lavoratori flessibili con il riconoscimento di istituti come la malattia e la maternit�.

            (r.ma.)