Pensioni, da Maroni tutti i sindacati

10/07/2002



Mercoledí 10 Luglio 2002

ll 16 ci sarà anche l’organizzazione di Cofferati – Si riparte dal monitoraggio delle «minime»
Pensioni, da Maroni tutti i sindacati
ROMA – Si riapre ufficialmente la partita sulle pensioni. Il ministro Roberto Maroni ha convocato per il 16 luglio i sindacati "invitando" anche la Cgil. Del resto, erano state le tre confederazioni a chiedere l’incontro al titolare del Welfare, prima che venisse siglato il "Patto per l’Italia", per monitorare gli aumenti a 516 euro mensili delle pensioni minime. Ma, come si afferma in una nota del ministero, al tavolo si discuterà anche «di altre questioni relative alla previdenza». Con tutta probabilità si torneranno ad esaminare gli aspetti legati alla delega previdenziale (a cominciare dalla decontribuzione sui neo-assunti, osteggiata dai sindacati), che continua a marciare a "passo di lumaca" in parlamento. E, proprio per questo motivo, non è del tutto escluso che all’incontro partecipino oltre ai sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil, anche delegazioni delle segreterie nazionali. La decisione definitiva sarà presa nei prossimi giorni. Se anche quello del 16 non si rivelerà un vero e proprio incontro a tutto campo sulla previdenza, sicuramente costituirà quanto meno una sorta di "antipasto" del tavolo previdenziale già prospettato nei giorni scorsi dal ministro Giulio Tremonti. E a confermare la "linea-Tremonti" è stato ieri il sottosegretario all’Economia, Vito Tanzi, secondo cui il nodo delle pensioni dovrebbe essere affrontato «il più presto possibile» perché «il problema c’è e rimane: spero che il Governo torni al più presto ad occuparsene». E il ministro Antonio Marzano ha ribadito di essere favorevole a un prolungamento dell’attività lavorativa, come peraltro chiesto dall’Ocse: «Io vorrei lavorare fino a 110 anni, sono un liberale e quindi per la libera scelta dell’età pensionabile». Almeno nella fase iniziale, il tavolo-pensioni dovrebbe restare separato da quello sulle politiche sociali annunciato da Maroni, in cui saranno affrontati soprattutto tre temi: assistenza e incentivi all’occupazione; riequilibrio della spesa sociale che, come previsto dal "Patto", nel 2003 non dovrà comunque diminuire; le sorti del reddito minimo di inserimento, anche in relazione al riordino degli ammortizzatori. Il tavolo riparte dalle «minime». L’andamento degli aumenti delle «minime» sarà la prima questione ad essere affrontata il 16 luglio. Secondo i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil la platea dei beneficiari è abbondantemente al di sotto di quella originariamente stimata dal Governo (più di 2 milioni di soggetti). Di qui la richiesta di indicazioni precise sull’uso delle risorse finanziarie rimaste inutilizzate. Nel 2006 spesa per pensioni a quota 205,9 mld. La discussione tra Governo e sindacati toccherà anche altri temi. A cominciare, probabilmente, dal quadro tracciato dal Dpef appena varato dal Governo: la spesa per pensioni passerà dai 178,5 miliardi del 2002 a 205,9 miliardi nel 2006 con una crescita media di oltre 7 miliardi l’anno. Sempre nel Dpef il Governo conferma l’impianto della delega al vaglio del Parlamento, considerato «coerente con gli obiettivi europei stabili a Barcellona»: incentivi per prolungare l’attività lavorativa; passaggio del Tfr "futuro" ai fondi pensione per sviluppare la previdenza complementare. Ma i sindacati continuano ad essere contrari alla decontribuzione di 3-5 punti per i neo-assunti. Decontribuzione che, se restassero invariate le prestazioni pubbliche, aprirebbe a regime un "buco" nei conti di oltre 6 miliardi. Che dovrebbe essere già coperto con la Finanziaria 2003. Intanto il presidente della commissione Lavoro della Camera, Domenico Benedetti Valentini (An), annuncia che, anche con l’apertura del tavolo, la Commissione continuerà ad esaminare la delega. Il tavolo sul Welfare. Entro luglio, come annunciato da Maroni, dovrà essere "attivato" anche il tavolo sul Welfare. Ieri il leader della Uil, Luigi Angeletti, ha parlato di «tavolo fantasma». Ma il tavolo ci sarà. E riguarderà anzitutto l’assistenza e il suo collegamento con la riforma degli ammortizzatori. In quest’ottica dovrà essere presa una decisione sul destino del reddito minimo di inserimento. La discussione riguarderà poi il riequilibrio della spesa sociale.

Marco Rogari