“Pensioni” Coro di «no», ma il negoziato è partito

25/10/2006
    mercoled� 25 ottobre 20o6

    Pagina 3 – Primo Piano

    PERCORSO MINATO – L’ASSE RIFORMISTA � CONVINTO CHE SINDACATI E SINISTRA RADICALE DOPO AVER ALZATO LA VOCE TRATTERANNO

    Coro di �no�, ma il negoziato � partito

      retroscena
      PAOLO BARONI

      ROMA
      Pensioni. Basta pronunciare la parola e subito si scatena la bagarre. E in effetti � la �riforma delle riforme�, quasi un’eterna incompiuta, di fatto una scelta obbligata. Per diverse ragioni: perch� ce lo chiede l’Unione europea, perch� la scadenza del 2008 ormai � vicina e perch� c’� un memorandum firmato da governo e sindacati che dice chiaramente che a partire da gennaio ci saranno tre mesi di tempo per rivedere il nostro sistema previdenziale. I ministri dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa e del Lavoro Cesare Damiano aspirano a una riforma �che sistemi le cose per un po’ di anni�. Pi� realisticamente, per�, tutti sanno che il riproporsi dell’asse sindacati-sinistra massimalista impedir� di varare un intervento davvero �radicale�. Si potr� modificare la Maroni, a cominciare dallo scalone che a partire dal 2008 fa compiere un salto di tre anni (da 57 a 60 anni) all’et� pensionabile, e poco altro. L’asse riformista Rutelli-Letta-Bersani-Fassino-Damiano sar� insomma messo a dura prova.

      Ieri, sia la Cgil che la Cisl e la Uil, hanno chiesto a gran voce di non precipitare i tempi. Confindustria invece ha dato semaforo verde. Morena Piccinini della Cgil usa invece toni molto secchi: �Questa sulla previdenza mi sembra una strumentalizzazione fuori luogo, ed � arrogante pensare che si possano anticipare in Finanziaria alcune misure, ad esempio la revisione dei coefficienti, come sostengono Nicola Rossi dei Ds o la Rosa nel pugno�.

      L’idea di fondo delle confederazioni, infatti, � che la �grande riforma� sia gi� stata fatta con la legge Dini e che a quella filosofia occorra tornare, ripristinando innanzitutto quella �libert� di scelta� che piace tanto anche a Damiano. �Dare per acquisiti i tagli e pretendere che il memorandun indichi gi� la strada da seguire � stupido – aggiunge la segretaria Cgil -. Noi abbiamo indicato dei temi, non certo soluzioni precostituite�. Nel governo la pensano diversamente: �Le cose scritte sono scritte, non si pu� far finta di niente�.

      Il punto centrale � il superamento dello scalone del 2008, l’unico intervento – hanno ricordato ieri in molti tra i �frenatori� – inserito nel programma del centro-sinistra. I sindacati hanno gi� detto di essere pronti a discutere di tutto �senza tab�. Anche parlando di risparmi (il tema caldo � l’adeguamento al quadro demografico e quindi l’aggiornamento dei coefficienti per la pensione) se sull’altro piatto non si escludono maggiori spese, come la rivalutazione degli assegni pi� bassi. Di certo Cgil, Cisl e Uil vedono con favore l’introduzione di incentivi per chi vuole restare volontariamente al lavoro, mentre bocciano i disincentivi per chi lascia anzitempo.

      Da Rifondazione e non solo ieri � partito il solito coro di �no, non si fa, non si pu�, non si deve�, a conferma che l’�ipoteca comunista�, rischia ancora una volta di essere determinante nelle scelte del governo. �Il memorandum non va forzato in chiave riduttiva – avverte il sottosegretario alle Attivit� produttive Alfonso Gianni (Prc) -. Il tema dell’innalzamento delle aspettative di vita non pu� essere usato come una punizione per chi vive pi� a lungo�. Negli ambienti moderati, invece, c’� la convinzione che una volta raggiunta l’intesa coi sindacati, e con la Cgil in primis, difficilmente Rifondazione e Pdci potranno protestare. Secondo Giuliano Cazzola, esperto di previdenza vicino al centrodestra, �un accordo Prodi-sindacati potrebbe certamente sterilizzare il ruolo del Prc. Ma bisogna ricordare che su questi temi i sindacati sono molto ingessati: la partita non sar� facile�.

      Per Elsa Fornero, docente di Economia a Torino, �la questione centrale � quella dell’et� di pensionamento. Massimo rispetto per Padoa-Schioppa, ma francamente non so che margini possa avere per negoziare con l’ala dura della sinistra�. La soluzione che suggerisce l’esperta � semplice: �Si passi da subito al sistema contributivo per tutti, basta questo a incentivare l’innalzamento dell’et� media di pensionamento�. Per Cazzola �l’operazione-pensioni il governo l’ha gi� fatta col prelievo sul Tfr e la mazzata sui contributi. Si � seguita la solita ricetta “di sinistra”: anzich� ridurre le spese si sono aumentate le entrate ed ora si pu� anche tornare indietro sull’innalzamento dell’et� pensionabile�.