«Pensioni, contributivo subito per tutti»

21/05/2003




      mercoledì 21 maggio 2003

          «Pensioni, contributivo subito per tutti»

          Il richiamo dell’Europa: la riforma va accelerata, la spesa resta tra le più alte della Ue

          DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
          BRUXELLES – La Commissione europea «incoraggia» l’Italia a prendere «il più presto possibile» tre misure per rendere «sostenibile» la crescita della spesa previdenziale. Primo: «Adottare ulteriori provvedimenti per promuovere i fondi pensione integrativi privati». Secondo: ridurre «il lungo periodo di transizione dall’attuale sistema al contributivo per tutti». Terzo: «Aumentare il tasso di attività» nel mercato del lavoro e «controllare l’evoluzione delle spese di assistenza collegate all’età». I «consigli» al governo italiano sono contenuti nell’annuale Rapporto sulle finanze pubbliche che verrà diffuso, e commentato, oggi a Bruxelles dal Commissario agli Affari economici, Pedro Solbes.
          Il volume, di 250 pagine, confronta lo «stato dell’arte» dei conti pubblici nei Quindici Paesi della Ue, prendendo in esame gli ultimi dati ufficiali e i programmi di riforma presentati dai singoli Stati nell’autunno scorso. Il capitolo forse più delicato è il terzo, dedicato al rapporto tra pensioni e finanza pubblica. Per l’Italia si parte da un numeretto, 13,9%, che rappresenta l’incidenza delle uscite per le pensioni in rapporto al prodotto interno lordo, come previsto dal ministro Giulio Tremonti nel Programma di stabilità presentato a Bruxelles nel novembre 2002. Da qui al 2050 quella percentuale dovrebbe aumentare dello 0,2%. Un niente. Ma le conclusioni tratte dal governo italiano e ora dalla Commissione sono diverse. Scrive Tremonti: «Il processo di invecchiamento della popolazione non mette a rischio la sostenibilità delle finanze pubbliche italiane. Il finanziamento del sistema non richiede significative risorse aggiuntive nel lungo periodo».
          Solbes «legge» i dati da un’altra angolazione e sostiene che per «l’Italia esiste un chiaro rischio di squilibri finanziari». Un giudizio esteso a sette Paesi, cioè Germania, Grecia, Francia, Austria, Portogallo, Spagna. Tutti questi Stati si trovano con livelli di spesa tra il 7,7% (Spagna) e il 14,6% (Austria). Con il 13,9% l’Italia si piazza al secondo posto in questa speciale classifica.
          Secondo la Commissione l’Italia è stata in grado di «stabilizzare le uscite previdenziali» con le riforme attuate negli anni Novanta (la «Dini» del 1995 e successivi aggiustamenti). Il ritmo di crescita, dunque, è sotto controllo (e qui concorda con Tremonti). Il problema è ridurre il peso assoluto sul pil: quel 13,9% di oggi, o l’avveniristico 14,1% del 2050, mettono a rischio «la sostenibilità», cioè la tenuta complessiva dei conti pubblici. L’analisi di politica economica della Commissione è nota: il governo italiano dovrebbe, tra l’altro, sostituire le «una tantum» (condoni e cartolarizzazioni) con interventi «strutturali». Nel rapporto Solbes suggerisce ora un maggiore sostegno alla previdenza integrativa e, soprattutto, il passaggio più rapido allo schema contributivo per tutti i lavoratori. Oggi la pensione viene pagata in ragione dei contributi versati solo ai dipendenti che nel 1995 avevano accumulato meno di 18 anni di anzianità. Per tutti gli altri vale il vecchio conteggio «retributivo».
      Giuseppe Sarcina

      PENSIONI
      Il rapporto suggerisce un maggior sostegno alla previdenza integrativa e un passaggio più rapido allo schema contributivo
      LIBERALIZZAZIONE
      Una direttiva dell’Ecofin ha stabilito il libero accesso ai fondi pensione in tutta Europa per cittadini e imprese
      GOVERNANCE
      La Commissione Ue ha deciso di varare una serie di regole per migliorare la «corporate governance» delle società europeee

      13,9 per cento del prodotto interno lordo la spesa per le pensioni in Italia, una percentuale tra le più alte d’Europa, seconda solo all’Austria
      0,2 per cento la crescita della spesa pensionistica italiana nel 2050, una percentuale molto bassa ma che si aggiunge a già troppo elevate uscite