Pensioni contributive, giro di vite e sanatoria

02/10/2001

Il Sole 24 ORE.com







    Pensioni contributive, giro di vite e sanatoria
    ROMA – La lotta ai pensionamenti anticipati inizia dai tagli all’opzione per il sistema di calcolo contributivo. Si spiega così l’«interpretazione» restrittiva che il Governo fa, attraverso il decreto legge 228 del 1° ottobre 2001 approvato giovedì scorso e pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» 228 del 1° ottobre 2001, dell’articolo 1, comma 23, secondo periodo, della legge 335/95. Quella norma – è scritto all’articolo 2, comma 1 del nuovo provvedimento – «si interpreta nel senso che l’opzione ivi prevista è concessa limitatamente ai lavoratori di cui al comma 12 del predetto articolo 1 che abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 15 anni di cui almeno cinque nel sistema contributivo». Significa, in sostanza, che potranno scegliere la pensione calcolata interamente con il sistema contributivo soltanto coloro nei confronti quali, in assenza della scelta, si applicherebbe il regime misto: retributivo, per i versamenti effettuati fino al 31 dicembre 1995, contributivo per le annualità successive. E significa, al contrario, che non potranno scegliere il criterio di calcolo introdotto dalla riforma Dini del ’95 (le legge 335) i lavoratori più anziani, quelli cioè che alla fine del ’95 avevano più di 18 anni di lavoro alle spalle. In pratica la facoltà di scelta di quel criterio di calcolo è preclusa ai più anziani. Fanno eccezione tutti quei lavoratori – ancora senza stipendio e senza pensione anche da dieci mesi – che hanno esercitato l’opzione per il contributivo prima dell’entrata in vigore del nuovo decreto legge. Una previsione – si legge infatti nella relazione di accompagnamento al Dl – che «viene soprattutto incontro alle legittime aspettative di coloro che, in possesso di almeno 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995 (…) hanno già esercitato l’opzione in questione». Via libera, dunque, in questi come in tutti gli altri casi di chi ha già esercitato l’opzione, al pagamento delle pensioni. Ma il decreto legge varato venerdì scorso contiene altre importanti novità. In primo luogo, la proroga al 30 settembre 2002 delle clausole contrattuali relative al lavoro supplementare nel part time in attesa della regolamentazione definitiva della materia. Queste clausole limitano l’aumento del 50% della retribuzione solo al caso in cui il lavoro supplementare sfori la soglia del 10 per cento. Il rinvio – si legge nella relazione al decreto legge – «intende consentire alla futura contrattazione collettiva di disciplinare il lavoro supplementare anche secondo quelle che saranno le nuove disposizioni di legge in materia di part time». Quindi un’altra proroga. Quella, inserita all’articolo 3 del decreto legge, per il versamento dei contributi e dei tributi dovuti dai contribuenti siciliani colpiti dal sisma del ’90 per la chiusura dei conti del triennio ’90-92. In questo caso c’è tempo fino al 31 dicembre 2001. Una data non proprio felice, visto che quel giorno le banche sono chiuse. E che fa presupporre uno slittamento al giorno 2 gennaio 2002, in pieno caos da changeover.
    Martedí 02 Ottobre 2001
 
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