Pensioni, consensi alla proposta della Margherita

19/01/2004


18 Gennaio 2004

CONTRARI ALL’INNALZAMENTO DELL’ETÀ INVECE I DS E LA CGIL.
TREU: «CRITICHE SOLTANTO POLITICHE E NON ATTENTE AL MERITO»
Pensioni, consensi alla proposta della Margherita
Cisl e Udc: possiamo discuterne
ROMA
Arriva un «semaforo verde» da Alleanza Nazionale e dall’Udc alla proposta della Margherita sulla previdenza. Ma ieri i Ds hanno chiarito al di là di ogni equivoco che l’iniziativa del partito di Rutelli è risultata una sorpresa, per niente gradita, che complica ulteriormente la vita travagliata del centrosinistra. Divisione anche nel fronte sindacale: il leader cislino Savino Pezzotta parla di «provocazione politica molto interessante», anche se invita Cgil-Cisl-Uil a mettere a punto uno schema unitario. Guglielmo Epifani, invece, ribadisce il suo dissenso («proposta incomprensibile e sbagliata», dice), e trova l’adesione della minoranza «riformista» della Cgil. Dalla Margherita, infine, l’ex-ministro Tiziano Treu cerca di smorzare le polemiche nel centrosinistra.
Come noto, la ricetta suggerita dai Dl (accogliere le proposte delle confederazioni sulla riforma, con l’eccezione del tema dell’innalzamento dell’età pensionabile, su cui si ipotizzano meccanismi di graduazione legati a «quote») non diverge molto dai ragionamenti che in queste ore si fanno in An e Udc. I due partiti puntano a un emendamento comune del centrodestra sulla delega previdenziale, che verrà esaminata al Senato, ma bisogna fare i conti con lo scetticismo del superministro Giulio Tremonti, e con le perplessità (ammorbidite nelle ultime ore, si dice) del ministro del Welfare Roberto Maroni.
«Rutelli – ha detto il ministro delle politiche comunitarie Rocco Buttiglione – formula una proposta alternativa che sembra corrispondere grosso modo alle caratteristiche da noi a suo tempo indicate». Per il ministro «il cammino indicato, quello della somma dell’età anagrafica e dei contributi, sembra essere corretto. È un percorso positivo, e il governo farà bene a dedicarvi una riflessione seria ed attenta». Anche per An, ha detto il sottosegretario al Lavoro Pasquale Viespoli, «è giusto che il confronto sulla riforma delle pensioni, innanzitutto sul capitolo dell’innalzamento dell’età pensionabile, venga approfondito».
Dai Ds non arriva una vera e propria bocciatura della proposta della Margherita, ma l’ex ministro della Quercia Livia Turco ha affermato che «correttivi all’età pensionabile non possono essere discussi separatamente a una complessiva riforma del welfare e di fronte ad un governo diviso e confuso, incapace di condurre una trattativa seria con le parti sociali».
Si difende Tiziano Treu: «il nostro è un contributo aperto, che riteniamo di impronta riformista e serio. Alcune reazioni, purtroppo, sono state di schieramento e non attente al merito complessivo del documento. Ma io sono convinto che il centrosinistra abbia bisogno di confrontarsi sul merito delle proposte».
Anche nel sindacato il clima non è affatto tranquillo, con una Cgil assolutamente e compattamente ostile a concessioni sulle pensioni di anzianità e una Cisl che qualche settimana fa aveva ipotizzato interventi molto simili a quelli suggeriti dal partito di Rutelli. «Quella della Margherita – ha commentato il leader Cgil Guglielmo Epifani – è una proposta incomprensibile, che interviene mentre è ancora in corso una fase del confronto in cui il sindacato aspetta di sapere quale sarà l’orientamento del governo. Il fatto che si decida di intervenire in queste condizioni, con una proposta che non a caso viene riportata alla questione dell’innalzamento dell’età, lo trovo veramente sbagliato». Poi il leader della Cgil lancia l’allarme: «Se quella proposta dovesse mettere in difficoltà il sindacato finirebbe per aiutare qualcun’altro».
Critiche condivise anche da Antonio Panzeri e Agostino Megale, alfieri della minoranza «fassiniana» a Corso d’Italia. Non la pensa così il numero uno Cisl Pezzotta: «È una proposta che aiuta a stimolare il confronto, e come tutte le proposte va discussa. Io la considero una provocazione politica interessante». Il leader della Cisl, quindi, rilancia l’idea di un documento sindacale unitario sulle pensioni: «È necessario – ha detto Pezzotta – che il sindacato metta in campo con più compiutezza una proposta di riforma. Anche se di proposte ne abbiamo già avanzate tante».