Pensioni, Confindustria all´attacco Cgil: è illegale l´esproprio del Tfr

27/02/2003

27 febbraio 2003

 
 
Pagina 38 – Economia
 
 
Fuoco incrociato sulla delega. Imprese contro lo stop alla decontribuzione. Sindacati verso lo sciopero. Chi resta al lavoro non dovrà più cambiare contratto
Pensioni, Confindustria all´attacco Cgil: è illegale l´esproprio del Tfr
          LUISA GRION

          ROMA – Non piace ai sindacati – che per combatterla potrebbero addirittura riuscire a ricompattarsi – e non soddisfa gli industriali, che su questo fronte speravano di ottenere di più. Attorno alla delega sulle pensioni, appena approdata alla Camera e destinata – secondo Maroni – ad ottenere il via libera oggi stesso, aumenta il tono delle polemiche e l´intensità degli scontri.
          Contro i due cardini sui quali si regge l´impianto – la decontribuzione per i nuovi assunti e il versamento obbligatorio del Tfr nei fondi – Cgil, Cisl e Uil prospettano uno sciopero unitario e un ritorno in piazza. «Se la delega passerà alla Camera così com´è ci mobiliteremo» ha detto il leader della Cisl Pezzotta. Stesso tono per la Uil «pronta a dare battaglia» e per la Cgil di Guglielmo Epifani che ha invitato i colleghi «a non disperdere l´unità»e a non sentirsi legati al Patto per l´Italia ad un punto tale da «non fare con noi una marcia di protesta». D´altra parte, commenta sempre la Cgil , l´obbligatorietà del passaggio del Tfr ai fondi pensioni è da considerarsi «un esproprio incostituzionale». Quanto alla decontribuzione, per Epifani è «il pezzo più grave della delega, il punto che può far saltare il sistema di solidarietà». E oltre ad aver ricompattato i sindacati il «no» al taglio dei contributi ha unito anche l´Ulivo, i cui deputati hanno letto ieri in aula una identica dichiarazione: «Il principio della decontribuzione produce un danno gravissimo al paese, fa saltare i conti pubblici, inquina il mercato del lavoro, promette pensioni da fame ai nuovi occupati».
          Ma sul taglio ai contributi versati dalle aziende per i nuovi assunti, introdotto nella delega con un tetto massimo del 5 per cento (in origine ne era previsto anche uno minimo del 3 poi eliminato per la difficoltà di reperire le coperture finanziarie) si è scatenata – per opposti motivi – anche la protesta di Confindustria che dopo aver ceduto sul Tfr si aspettava una decontribuzione più pesante. A bocciare il contenuto della delega è stato il vicepresidente della associazione Guidalberto Guidi che ha parlato di una «alterazione nella coerenza del provvedimento». Le modifiche introdotte, ha detto, «depotenziano la portata della decontribuzione, rinviando alla Finanziaria la definizione della misura e delle categorie di lavoratori interessati ed eliminando al contempo la soglia minima dei tre punti percentuali». Confindustria, d´altro canto, è contraria anche alla abolizione della novazione, altra novità introdotta ieri dall´aula e votata anche dalla minoranza (che non è invece riuscita a far passare nemmeno uno dei suoi 160 emendamenti). L´abolizione prevede che i lavoratori che hanno raggiunto l´età pensionabile possano restare al lavoro senza l´obbligo di licenziarsi e stipulare un nuovo contratto.

          Una novità che, secondo il ministro Maroni dovrebbe calmare gli «spiriti furenti» dell´opposizione, ma che per Confindustria «incide in modo negativo sul turn-over aziendale, perché supera la necessità del consenso del datore di lavoro al fine della prosecuzione dell´attività lavorativa».