«Pensioni, col contributivo spesa stabile»

08/05/2002





Monorchio insiste: le uscite si fermerebbero al 14% del Pil – Anche per Paci è un intervento necessario: la riforma Dini va accelerata
«Pensioni, col contributivo spesa stabile»
Il presidente Inps: lo smobilizzo obbligatorio del Tfr «crea problemi» – Riparte alla Camera l’esame della delega: conclusione a giugno
ROMA – La stabilizzazione della spesa pensionistica attorno al 14% del Pil «avverrà in conseguenza della significativa riduzione delle prestazioni, determinata dall’introduzione del metodo di calcolo contributivo». Andrea Monorchio non ha dubbi. E nell’intervento inviato a un convegno sulla previdenza organizzato nell’ambito di "Forum Pa 2002" ribadisce che la strada maestra è quella del contributivo. Il Ragioniere generale non fa esplicito riferimento alla necessità di estendere rapidamente questa misura a tutti i lavoratori, ma lo lascia intendere. A suggerire apertamente una rapida adozione del "contributivo" a tutto campo è Massimo Paci, secondo cui sarebbe necessario «accelerare l’andata a regime della riforma Dini». Secondo il presidente dell’Inps, inoltre, lo smobilizzo obbligatorio del Tfr verso i fondi pensione, previsto dalla delega del Governo, «potrebbe creare problemi»: per questo sarebbe meglio riformare prima gli ammortizzatori sociali. Intanto alla commissione Lavoro della Camera è ripartita la discussione sulla delega previdenziale: ieri è cominciato l’esame della relazione tecnica del Governo. Il presidente della commissione, Domenico Benedetti Valentini (An), ha lasciato intendere che non ci saranno altri rinvii. Anche perché per giugno è stato fissato il voto dell’Aula di Montecitorio. Ma Benedetti Valentini ha ribadito che la commissione è pronta a valutare le eventuali indicazioni che arriveranno dal tavolo del confronto tra Governo e sindacati sul Welfare. Monorchio: sì ai fondi ma con il sistema pubblico «centrale». Per Monorchio «in Italia la previdenza complementare appare ancora oggi molto meno sviluppata degli altri Paesi industrializzati». Di qui la necessità di sviluppare al più presto i fondi pensione. Ma secondo Monorchio «il principale scopo della previdenza privata in Italia è comunque quello di integrare la previdenza pubblica, alla quale resterà affidato, anche nei prossimi decenni un ruolo centrale». Verso l’addio alla buonuscita degli "statali". L’attuazione della delega previdenziale potrebbe comportare per gli "statali" il superamento, seppure in forma graduale, del vecchio istituto della buonuscita. A sostenerlo è sempre Monorchio, secondo cui con il superamento della buonuscita per i dipendenti già in servizio al 2000 e non optanti per i fondi pensione, il quadro di adesione ai fondi pensione degli "statali" «verrebbe modificato in modo radicale», perché le modalità di calcolo sono più favorevoli rispetto al Tfr. Che comunque – aggiunge Monorchio – deve mantenere l’attuale natura virtuale per non compromettere gli equilibri di finanza pubblica. Sostanzialmente d’accordo sulla necessità di mantenere la "virtualità" del Tfr degli "statali" è anche il presidente della Covip, Lucio Francario. Ma la Uil ricorda che quella della buonuscita è materia di contrattazione e invita a evitare un altro scontro. Paci: affrontare il nodo degli ammortizzatori. Il presidente dell’Inps è perplesso sulla destinazione obbligatoria delle liquidazioni "future" ai fondi pensione: il Tfr «è un ammortizzatore molto utilizzato dai lavoratori». E aggiunge: «Una previdenza integrativa che poggi su un atto di imposizione comporta dei problemi». Per questo è necessario riformare prima gli ammortizzatori sociali. Paci si chiede anche se con l’obbligatorietà della previdenza complementare servirebbero ancora le agevolazioni fiscali e fa capire di essere favorevole a un uso volontario del Tfr. Paci poi torna sulla delega previdenziale, affermando che se si dovesse andare avanti sulla decontribuzione per i neo-assunti sarà necessario avere «la consapevolezza dei costi». E ricorda che potrebbero anche esserci problemi per le casse dell’Inps: «Se entrano meno contributi sono in difficoltà a pagare le pensioni di oggi». A lanciare un grido d’allarme sul futuro previdenziale delle giovani generazioni è il commissario straordinario dell’Enpals (e direttore generale dell’Enpaia), Gabriele Mori, secondo cui è necessario favorire la previdenza complementare. Familiari: i conti dell’Inpdap sono ok. Il presidente dell’Inpdap, Rocco Familiari, ribadisce che i conti dell’istituto sono in ordine: «Quest’anno abbiamo un attivo di circa 3,6 milioni €» e la Trimestrale di cassa è «positiva».

Marco Rogari
Mercoledí 08 Maggio 2002