“Pensioni” Brutti segnali di fumo

28/11/2006
    marted� 28 novembre 2006

    Pagina 7 – POLITICA & SOCIET�

      Brutti segnali di fumo sulle pensioni

        Francesco Piccioni

          Comincia il pressing mediatico per �preparare il terreno� all’ennesima riforma del sistema pensionistico. Naturalmente in peggio. Ieri si sono misurati sul tema ben due ministri �di peso� e lo stesso presidente del consiglio.

          Il titolare dell’economia, Tommaso Padoa Schioppa, ha sfruttato i microfoni di Radio 24 – l’emittente del Il Sole, di propriet� di Confindustria – per ribadire che �bisogna trovare il modo di riformare il sistema tenendo conto dell’allungamento delle prospettive di vita e fare in modo che di questo allungamento possa beneficiare anche l’economia�. In termini meno poetici: dovete lavorare di pi�. La strategia per far passare questo concetto non cambia, e prova a consolidare la disastrosa (e inventata) contrapposizione generazionale: �occorre spostare l’attenzione dalle istanze degli anziani alle problematiche dei giovani�.

          Anche gli argomenti sono cos� frusti da comparire anche sul memorandum d’intesa sottoscritto da governo e segretari confederali (quello che obbliga a definire un accordo sul tema entro marzo 2007). Li ha ricordati il ministro del lavoro, Cesare Damiano: �dopo il ’95 sono avvenuti due fatti di cui non abbiamo tenuto conto: il primo � legato all’et� pensionabile, per fortuna oggi si vive pi� a lungo; il secondo � che � aumentata la precariet� del lavoro, che potr� portare ai nostri figli risultati pensionistici sicuramente molto pi� bassi di quelli dei loro padri�. Da notare che in tal modo la precariet� viene riguardata come �immodificabile�, quasi un dato di fatto non suscettibile di intervento politico e legislativo. Ma non si doveva �superarla�?

          Il combinato disposto dei due argomenti non lascia troppo spazio alla fantasia: la riforma prossima ventura dovr� �incentivare� l’allungamento dell’et� pensionabile. Dirla cos� per� non � molto popolare (n� particolarmente compatibile con la dichiarata volont� di favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro), e quindi � dovuto intervenire Romano Prodi per rassicurare i futuri �pensionandi� che non ci sar� alcun aumento �obbligatorio�. �Occorre creare interesse – ha detto – attorno all’allungamento della vita lavorativa, lasciando per� libert� di scelta ai lavoratori�. La quadratura del cerchio sarebbe rappresentata dal parti time per gli �over 55� impegnati nella apparentemente inesauribile rincorsa alla pensione. Con parole di miele il ministro Damiano ha condiviso l’idea, dichiarandosi �sempre favorevole agli incentivi; tanta pi� dolcezza c’� nei processi, tanto meglio stiamo tutti�.

          Al momento l’unica reazione sindacale di rilievo � giunta dalla Cisl, il cui segretario Raffaele Bonanni si � affrettato a stabilire i suoi personali �paletti� nella futura trattativa. �Il nostro approccio rimane quello dello scambio responsabile, senza pregiudiziali�, ovvero a tutto campo. �Siamo pronti a discutere sull’aumento dell’et� pensionabile a certe condizioni, come la flessibilit� del pensionamento, la tutela dei lavori usuranti, l’incentivazione della prosecuzione volontaria dei lavori atipici, ma soprattutto la rivalutazione delle pensioni in essere�. Per Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, il sistema attuale �non � equo�, perch� �si usano i contributi dei lavoratori dipendenti per fare assistenza, mentre questa si fa con le tasse, come in tutti i paesi normali�. Il riferimento e, per esempio, ai conti dell’Inps, che sarebbero addirittura in attivo se l’istituto non fosse caricato di oneri impropri, come ad esempio gli assegni di cassa integrazione corrisposti ai dipendenti delle imprese in stato di crisi.

          Un quadro di sicuro non tranquillizzante, per i lavoratori �in servizio�. L’unico elemento di moderato �miglioramento� sembra essere per il momento affidato alla promessa di �progetti per sistemi di copertura previdenziale per chi ha un lavoro discontinuo, ad esempio contributi figurativi per i periodi di non lavoro�.