Pensioni: bonus entro la settimana

07/09/2004


           
           
           
           
          Numero 214, pag. 33 del 7/9/2004
          Autore: di Giulia Campise
           
          Pensioni, bonus entro la settimana
           
          Decreto.
           
          Tempi rapidi per il bonus pensioni. Il testo di decreto che renderà operativo dal prossimo ottobre l’incentivo a restare al lavoro dopo aver maturato l’età della pensione (si veda ItaliaOggi di ieri), sarà pronto per la fine della settimana. Lo ha assicurato ieri il sottosegretario al welfare, Alberto Brambilla, che coordina lo staff ministeriale incaricato di redigere la bozza del decreto. ´L’obiettivo è quello di far partire gli incentivi già dal prossimo 1° ottobre’, ha spiegato Brambilla, sottolineando che i tempi di approvazione del provvedimento saranno particolarmente snelli. ´Trattandosi di un decreto interministeriale (welfare ed economia, ndr) e non di un decreto delegato, non ha bisogno del vaglio del consiglio dei ministri e del parlamento’, ha chiarito il sottosegretario, secondo il quale il suo pool di tecnici finirà il lavoro in tempo per consegnarlo già questa settimana al ministro del welfare, Roberto Maroni. Brambilla ha anche aggiunto, però, che non è escluso che il decreto prima di essere approvato venga discusso con le parti sociali, e quindi essere ulteriormente ´limato’.

          Per quanto riguarda le modalità di funzionamento del cosiddetto superbonus, si tratta di un incentivo per chi, pur avendo maturato i sospirati requisiti minimi per andare in pensione, ovvero 57 anni di età e 35 di contributi, decide di restare al lavoro usufruendo di un 32,7% in più in busta paga. Un lavoratore che per esempio percepisce uno stipendio lordo di 2.500 euro al mese, una volta raggiunta l’età per la pensione potrebbe contare su un trattamento di 1.700 euro. Con il superbonus, invece, il suo reddito mensile arriverebbe a oltre 3 mila euro. La scelta di usufruire del bonus va comunicata al datore di lavoro entro un determinato lasso di tempo prima di maturare i requisiti per la pensione: non appena scatta il momento utile al pensionamento, infatti, il datore smette di versare all’ente di previdenza i contributi, sia il 23,81% a suo carico sia l’8,89% a carico del dipendente.

          Questa quota, che rappresenta appunto il 32,7% della retribuzione, viene così interamente corrisposta al lavoratore e non concorre a formare reddito imponibile.

          Da sottolineare che il dipendente che ha scelto il bonus non avrà più accantonamenti utili ad accrescere la pensione finale che gli verrà corrisposta quando deciderà di ritirarsi. L’importo di quest’ultima, quindi, sarà quello maturato al momento in cui ha scelto di non andare in pensione e di continuare a lavorare. (riproduzione riservata)