“Pensioni” Bombassei: «Bersani batta i pugni sul tavolo»

15/01/2007
    sabato 13 gennaio 2007

    Pagina 11 – Economia

      L´INTERVISTA

        Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria: Prodi sbaglia se pensa di avere cinque anni di tempo

          "Così galleggiamo senza riforme
          Bersani batta i pugni sul tavolo"

            dopo Caserta
            Non ci sono stati
            risultati concreti.
            Non ci sono nuove i
            dee, né tempi certi
            entro cui assumere
            i provvedimenti
            i benefici
            Noi con la pancia piena?
            Sono frasi fatte, slogan
            da campagna elettorale.
            Questi signori gestiscano
            un´azienda

              Roberto Mania

                ROMA – «Prodi sbaglia quando sostiene che il governo ha cinque anni di tempo per prendere tutte le decisioni necessarie a cambiare l´Italia. No, i tempi non sono quelli. Le decisioni importanti vanno prese adesso. L´economia non può aspettare i rituali della politica o piegarsi ai veti di un Giordano o di un Ferrero». Alberto Bombassei, vicepresidente della Confindustria, alla guida di un gruppo industriale (la Brembo) diventato il simbolo delle medie aziende che stanno trainando la ripresa italiana, guarda con disincanto agli annunci arrivati dal seminario di Caserta. Osserva come l´Agenda definita nella Reggia abbia recuperato i titoli del Documento di programmazione economica e finanziaria di luglio, elusi invece dalla Finanziaria. Ma niente di più. Bombassei chiede ai riformisti della coalizione, a cominciare da Bersani, di «picchiare i pugni sul tavolo» perché «sarebbe irresponsabile cadere nella trappola del galleggiamento in vista delle amministrative di maggio». Poi invoca la riforma della legge elettorale: «Forse – dice – è la vera priorità politica, perché la legge attuale non garantisce la governabilità».

                Che opinione si è fatto, da Bergamo, della "due giorni di Caserta"?

                  «Francamente più leggo i giornali e meno riesco a rispondere a questa domanda. Direi che si è deciso molto poco, per non dire niente. Ci sono state molte discussioni, è vero. Ma qual è la strategia elaborata a Caserta?».

                  Un vertice inutile?

                    «Mi pare proprio di sì se non ci sarà un risultato concreto. Non ci sono nuove idee, né i tempi certi entro cui assumere determinati provvedimenti. Mi aspettavo più coraggio sulle liberalizzazioni e sulle riforme a cominciare da quella delle pensioni. Invece nulla».

                    Anche lei pensa che abbia vinto la sinistra radicale?

                      «Quando vedo Giordano o Ferrero, il segretario e il ministro di Rifondazione comunista, uscire soddisfatti dalla riunione non posso che preoccuparmi perché vuol dire che chi fa da frenatore è riuscito a condizionare l´area innovativa della maggioranza. Mi aspettavo altro da Caserta dopo aver letto le interviste dei giorni scorsi di Rutelli e Fassino. Ma, d´altra parte, è vero, come è già stato detto, che sembra mancare al governo un supporto di maggior buon senso come quello di Enrico Letta».

                      Eppure la leadership di Prodi sembra essersi rafforzata. Lei non crede che sia così?

                        «Forse è anche così. Mi auguro che riesca a dimostrare che il driver è lui».

                        Teme un periodo di galleggiamento da qui all´appuntamento con le amministrative di maggio? Il ministro Padoa-Schioppa ritiene che la riforma delle pensioni debba farsi prima, altrimenti, dopo la possibile sconfitta del centrosinistra, sarebbe molto più difficile. È d´accordo?

                          «Questa prospettiva sarebbe un disastro, una vera catastrofe. Se noi scegliamo di galleggiare, gli altri continueranno a correre. E parlo dei nostri concorrenti tradizionali, della Germania, della Francia o della Spagna».

                          Voi industriali continuate a lamentarvi, ma dalla Finanziaria avete ricevuto un taglio del costo del lavoro a regime di tre punti. Non era mai successo. Il ministro Ferrero dice che vi lamentate «con la pancia piena». Cosa replica?

                            «Che queste sono frasi fatte, slogan che vanno bene durante la campagna elettorale. Ci sarebbe da sorridere se la situazione non fosse grave. Mi piacerebbe che questi signori provassero a gestire un´azienda anche di piccolissime dimensioni, perché o sono in malafede o ignorano totalmente le esigenze delle imprese. Quanto al cuneo fiscale è vero che c´è stato un taglio significativo ma è anche vero che è stato largamente compensato da altre misure. Comunque l´abbiamo già detto: siamo pronti a dirottare tutti gli sgravi fiscali in investimenti in innovazione».

                            Lei ha parlato di una sorta di latitanza di Enrico Letta, ma come giudica l´azione del ministro dello Sviluppo Bersani e di quello dell´Economia Padoa-Schioppa?

                              «Credo che Padoa-Schioppa abbia dimostrato poca flessibilità nella Finanziaria ma ora è necessario che insieme a Bersani metta in campo le misure per ammodernare il Paese. Vorrei che Bersani picchiasse i pugni sul tavolo per contrastare chi frena sugli obiettivi di liberalizzare i mercati».

                              La Confindustria è interessata alla riforma delle pensioni o è favorevole allo "scalone" introdotto con la legge Maroni?

                                «Intanto va riconosciuto a Maroni il coraggio di aver fatto una riforma impopolare che porta l´età minima per la pensione, seppure dal 2008, da 57 a 60 anni. Tanto di cappello! Il superamento dello "scalone" è un problema creato dalla maggioranza. Spetta a loro risolverlo, certo sarebbe un´assurdità riportare l´età per la pensione di vecchiaia a 57 anni».