Pensioni, bilanci di nuovo in rosso

03/12/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Previdenza – Gli Istituti hanno varato i preventivi: dopo due anni è già finito il periodo di «tranquillità»

    Pensioni, bilanci di nuovo in rosso
    Nel 2002 la spesa pensionistica aumenterà di circa il 5 per cento. Il dato emerge dai bilanci preventivi dei due maggiori Istituti previdenziali, l’Inps e l’Inpdap. Per l’Istituto nazionale della previdenza sociale l’aumento della spesa sarà pari al 4,8%, mentre per l’ente dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni l’incremento sarà appena più contenuto, pari cioè al 4,75 per cento. È la fine annunciata dell’andamento positivo dei conti. Un trend durato appena due anni, il 2000 e il 2001, che ha interessato in particolare l’Inps: nel 2001 (previsioni aggiornate), con un avanzo di 1.366 milioni di euro (2.650 miliardi di lire), l’Istituto ha realizzato una delle performance più positive che la sua storia ricordi. Ma la soddisfazione dei vertici Inps è durata poco. E non solo perché quel risultato è stato ottenuto grazie ai versamenti dei lavoratori parasubordinati (il popolo del 10-13% tra cui non esistono ancora pensionati) e grazie alla gestione prestazioni temporanee. Il problema vero è che quell’andamento si invertirà subito, a partire dall’anno prossimo, quando l’Istituto previdenziale dovrà sopportare un deficit complessivo di 1.680 milioni di euro (3.253 miliardi di lire) di cui 1.453 milioni (2.813 miliardi di lire), deriveranno dalle gestioni previdenziali. La situazione non migliora se si considera l’Inpdap. Se si escludono, infatti, i trasferimenti dello Stato all’Istituto, nel 2002 il totale delle gestioni pensionistiche presenterà un disavanzo di 2,8 miliardi di euro (5.438 miliardi di lire). Tra le singole gestioni dei due enti, il rosso più intenso è quello del fondo dei lavoratori dipendenti: la principale gestione Inps presenterà infatti un disavanzo di esercizio pari a 6,7 miliardi di euro (oltre 13mila miliardi di lire). Tra i fondi Inpdap il primato negativo spetterà invece alla Cassa di previdenza dei dipendenti degli enti locali che, senza l’aiuto dello Stato, presenterà un passivo di 2,1 miliardi di euro (circa 4.083 miliardi di lire). La gobba, cioè il picco della spesa previsto dalla Ragioneria generale dello Stato intorno al 2005, dunque si avvicina. Al ministero del Welfare i motivi sono conosciuti. Il ministro Roberto Maroni ha in mano i risultati della verifica della spesa eseguita dalla Commissione Brambilla. Un lavoro che se da una parte ha messo in evidenza la sostanziale tenuta della riforma Dini (legge 335/95) rispetto alle previsioni, dall’altro non manca di sottolineare la difficile sostenibilità dell’attuale sistema nel medio-lungo periodo. Lo stesso presidente della Commissione ministeriale, il sottosegretario al Welfare Alberto Brambilla, lo ha spiegato la settimana scorsa agli studenti dell’Università Bocconi di Milano. I vincoli – ha detto – sono l’età per la pensione, ancora troppo bassa rispetto agli altri paesi europei, il patto di stabilità e il patto di Lisbona (che prevede un incremento del tasso di occupazione sia delle donne che degli ultracinquantenni). Gli obiettivi, invece, sono la sostenibilità vera del sistema nei prossimi anni, l’equità dello stesso e la neutralità degli assetti previdenziali. Al di là dei nodi ancora irrisolti con le parti sociali (si veda l’articolo qui sotto), lo strumento da utilizzare e alcuni interventi sembrano già decisi. Lo strumento sarà la delega. Quanto ai contenuti, Brambilla ha annunciato l’estensione del sistema di calcolo contributivo in pro-rata per tutti i lavoratori, la scomparsa graduale del divieto di cumulo tra il reddito e la pensione (interesserà, all’inizio, chi ha almeno 57 anni anni di età e 37 anni di contributi alle spalle), una rimodulazione delle aliquote contributive (pagheranno di più i lavoratori autonomi) e gli incentivi a chi rimane più a lungo possibile sul lavoro. «Dobbiamo ancora pagare – ha detto Brambilla – più della metà delle eccessive promesse fatte negli anni passati».
    Marco Peruzzi
    Lunedí 03 Dicembre 2001
 
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