“Pensioni” Battaglia sui lavori usuranti

30/10/2006
    sabato 28 ottobre 2006

    Pagina7 – Primo Piano

    Battaglia sui lavori usuranti
    per la riforma delle pensioni

      La Cgil: inserire anche gli atipici. Calearo: criteri da rivedere

        Giorgia Fattinnanzi

        ROMA
        A gennaio governo, sindacati e imprenditori discuteranno ancora una volta di pensioni. Prodi, Padoa-Schioppa e Damiano vorrebbero spostare in avanti l’et� di pensionamento, sia pure su base volontaria, e tutto sommato i sindacati non chiudono la porta del tutto. Con un’eccezione: che chi svolge un lavoro �usurante� – un lavoro particolarmente faticoso, oppure collegato a fattori di rischio o di “pesantezza” che non si possono eliminare – sia esentato dal giro di vite. Insomma, che un lavoratore �usurato� possa sempre e comunque abbandonare il lavoro senza penalizzazioni.

        Una partita complicata, uno scoglio su cui in tanti si sono arenati, quella dei lavori �usuranti�. Nel 1993 era stata varata una disciplina mai applicata, pi� volte corretta e modificata che stabilisce due categorie: i lavori �particolarmente usuranti�, circa venti categorie riunite in una tabella, e quelli �usuranti�, che andavano individuati attraverso la contrattazione collettiva. Definizione sempre rinviata.

        Oggi per i sindacati si tratta di una priorit�. Anzi, una delle condizioni necessarie perch� il negoziato di gennaio sia �proficuo�, almeno a giudizio del segretario generale aggiunto della Cisl, Pier Paolo Baretta. Sar� necessario, spiega, individuare le priorit� e rivedere la tabella, visti i cambiamenti che hanno investito il mondo del lavoro. Si tratta di un discorso complesso proprio per la difficolt� di definire i criteri per individuare quali lavori sono usuranti, sottolinea il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti. E’ necessario rivedere quella tabella �perch� era uno schema non certificato�, anche come precondizione per il negoziato generale sulle pensioni. Anche il segretario confederale della Cgil, Morena Piccinini, � dell’idea che quella lista vada rivista, �perch� – spiega ci sono nuove attivit� che stanno mostrando un alto livello di usura. E serve un’analisi critica sui motivi che non hanno reso possibile l’applicazione di quelle norme�.

        Se il primo tentativo di intervenire su questa magmatica materia non � andato a buon fine, secondo il presidente della commissione Lavoro Tiziano Treu (ex ministro ed esponente di rilievo della Margherita) non � un buon motivo per rinunciare. Anzi, a suo giudizio � uno dei punti fondamentali del confronto di gennaio e andr� affrontato in un apposito tavolo tecnico. Se erano stati definiti i lavori pi� pesanti, non sono mai stati definiti quelli usuranti anche a causa di una difficolt� delle parti sociali a discutere del problema. �Per le aziende – ricorda Treu – � una norma che ha un costo�. Ma le imprese si dicono disponibili a parlarne �senza alcun tipo di preconcetto e con molta seriet�, aggiunge il presidente di Federmeccanica, Massimo Calearo. In fondo, si chiede Calearo, �chi meglio di un imprenditore pu� dire se un lavoro � usurante o meno?�

        Per Piccinini, l’argomento rientra �a pieno titolo� in un confronto a tutto campo, ma non deve essere per forza collegato alla riforma delle pensioni. L’usura da lavoro �vale anche con le norme attuali�, e quindi va affrontata al di l� della normativa che ci sar�. Si tratta di un capitolo rimasto in sospeso da affrontare all’interno del ragionamento complessivo sulle pensioni. Ma, se i sindacati sottolineano la necessit� di aggiornare la tabella, il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, frena sull’allargamento della platea, e teme che per la scappatoia degli �usuranti� possano sfuggire tanti lavoratori. Le deroghe, spiega, adevono essere quelle strettamente necessarie, altrimenti si vanificano gli effetti di una eventuale riforma pensionistica�. Serve, quindi, un’analisi chiara e rigorosa e bisogna fare attenzione a �non cedere alla tentazione di ampliare i lavori usuranti per aggirare gli effetti di un’elevazione dell’et� pensionistica�.

        I lavori particolarmente usuranti, come quello nelle miniere, nelle cave, o i lavoratori che fanno continuativamente turni di notte, sono fortunatamente in diminuzione. Il lavoro pesante �tradizionale� oggi � meno diffuso. �L’aumento della tecnologia e la trasformazione dell’uomo sempre pi� in mente d’opera che in mano d’opera – spiega Calearo – aiutano a eliminare in maniera costante i lavori usuranti�. Ma si pu� parlare solo di usura fisica, oppure lo stress e la fatica psichica sono elementi da prendere in considerazione? �C’� un’usura immateriale – dice Baretta – ancora poco nota e sulla quale ci sono codifiche internazionali che non sono ad oggi entrate nella prassi contrattuale. Questo non significa allargare l’elenco indiscriminatamente�, ma certo a gennaio � il caso di cominciare ad affrontare il problema. Ma, avverte Treu, attenti a non partire dall’assunto �che lavorare stanca, altrimenti non andiamo lontano�.