“Pensioni” B.Lapadula: «Abbassiamo i coefficienti»

15/02/2007
    martedì 13 febbraio 2007

      Pagina 29 – Economia

      Intervista a Beniamino Lapadula

      «Abbassiamo i coefficienti
      o la riforma Dini crollerà»

      PENSIONI A RISCHIO
      «Togliere lo scalone
      è giusto, ma non si può
      chiedere di più»

        STEFANO LEPRI

        ROMA
        C’è anche un altro dissenso, dentro il sindacato. Ieri i direttivi di Cgil, Cisl e Uil hanno approvato il documento di richieste al governo con solo quattro voti contrari, tutti sul versante massimalista. Ma all’opposto, qualcuno teme che quella piattaforma «valida per l’intero arco di una legislatura», finisca per «essere strumentalizzata dall’ala sinistra della coalizione di governo».

        Beniamino Lapadula, che nella Cgil è il responsabile del dipartimento economico, ha deciso di uscire allo scoperto: «Non si può dare per scontato che esistano le risorse per ottenere tutto. Credo che a un certo punto occorrerà, all’interno di quel documento, individuare delle priorità».

        Soprattutto sulle pensioni?

          «Non possiamo promettere ai giovani ciò che il Paese di domani non avrà risorse per dare. La cosa migliore da fare è lasciargli un debito pubblico in calo».

          Ovvero?

            «Non possiamo affossare la riforma Dini, che ha rimesso in equilibrio il nostro sistema previdenziale. E non accettare che siano rivisti i coefficienti di calcolo delle pensioni significa affossarla».

            Il leader della Cisl Raffaele Bonanni insiste che è proprio quello il punto inaccettabile.

              «Mettendo insieme lo “scalone” della legge Maroni e i coefficienti si è introdotto un elemento di confusione. All’interno della Cgil ho cercato di riportare un po’ di chiarezza, ma non ci sono riuscito. Lo “scalone”, con l’aumento repentino a 60 anni dell’età minima per la pensione, è iniquo e non è sostenibile nemmeno per le imprese, che non a caso vedono con favore la nostra azione. Trovare le risorse per attenuarlo è un problema di finanza pubblica nel breve periodo».

              Mentre i coefficienti?

                «Se la durata media della vita aumenta, per tenere in equilibrio il sistema o si va in pensione più tardi o si riduce l’importo della pensione. Negli ultimi quindici anni abbiamo soprattutto agito sull’età, elevando gradatamente tutti i limiti, e non di poco. Ma se lasciamo i coefficienti invariati tutto l’equilibrio del sistema, il suo dare e avere, risulta compromesso».

                In concreto, per la gente, che cosa comporta la revisione?

                  «Assolutamente nulla per la maggior parte di coloro che andranno in pensione nel giro di qualche anno, perché hanno ancora il calcolo retributivo. Per chi ha il calcolo contributivo, si avrà una modesta riduzione. A regime…»

                  Ossia dopo il 2040…

                    «A regime chi lascerà il lavoro a 65 anni otterrà una copertura che a me pare sufficiente, al netto circa il 60 per cento del salario, più la previdenza integrativa».

                    «Su questo giornale abbiamo tentato di chiarirlo. Ma c’è chi paventa pensioni ridotte al 40 per cento del salario.

                      «Quel numero coglie un problema vero, ma diverso. Chi resterà a lungo in impieghi precari rischierà di ricevere una pensione molto bassa; lo rischierebbe anche senza revisione dei coefficienti. Lì occorrono rimedi specifici, come contributi figurativi per coprire i buchi di inattività, e altro».

                      Insomma secondo lei il sindacato deve accettare i coefficienti.

                        «Si può renderli più solidaristici, abbassandoli di più per le pensioni alte e meno per quelle basse. Dobbiamo invece insistere per rivalutare le pensioni in essere, attenuare lo “scalone” e migliorare gli ammortizzatori sociali».

                        Altrimenti, quale è il rischio?

                          «La legge Dini fu un punto alto di azione riformatrice, che aprì la strada al primo governo Prodi. Affossarla può far scivolare il secondo».