Pensioni, apertura del governo

08/10/2003

 

mercoledì 8 ottobre 2003 
Pagina 7 – Economia
 
 
La Cgil: offerte di dialogo infondate.
D´Amato: servono risorse subito, non fra 10 anni. Finanziaria, rivolta di Comuni e Regioni
Pensioni, apertura del governo
"Si può ragionare sulla gradualità". Ma il sindacato resta in trincea
          ROBERTO PETRINI

          ROMA – Il governo apre alla modifica della riforma previdenziale, ma il fronte sindacale compatto va allo sciopero mentre Comuni e Regioni sono in rivolta contro i tagli della Finanziaria. Intanto lunedì Tremonti ha presentato all´Eurogruppo Finanziaria e riforma delle pensioni. Ma dal commissario Solbes finora sono giunte reazioni caute: «Dobbiamo studiarla nei vari elementi», ha detto.
          Il dibattito sulle pensioni in vista dello sciopero del 24 ottobre si fa rovente. «Rendere la riforma delle pensioni più graduale è un qualcosa su cui si può ragionare, l´importante è rispettare l´obiettivo dei risparmi», ha detto ieri il ministro Buttiglione. Il vice ministro Baldassarri ritiene necessario un innalzamento dell´età di pensionamento più morbido e progressivo nel tempo: «Per fare ciò – ha aggiunto – bisognerebbe instaurare «un processo che dovrebbe partire dal 2004». D´accordo con la gradualità anche il sottosegretario Vegas: «L´emendamento alla delega può essere modificato a patto che restino fermi i saldi». E ha aggiunto che «più che altro l´oggetto del confronto con le parti sociali è il gradino che innalza dal 2008 a 40 anni, senza gradualità, il requisito contributivo». Anche il ministro Gasparri ha tenuto a sottolineare che «il confronto è sempre aperto».
          Ma le rassicurazioni non convincono il fronte sindacale in pieno fermento in vista dello sciopero del 24. Alla manifestazione ieri hanno dato l´adesione ufficiale i sindacati del pubblico impiego e il sindacato di polizia Silp-Cgil. Anche i Ds con D´Alema bocciano la riforma definendola "sbagliata". L´Anci intanto ha annunciato l´autosospensione dai tavoli istituzionali, convocati per i prossimi giorni, per protesta contro l´ulteriore taglio di 115 milioni di euro.
          Non cede intanto il ricompattato fronte sindacale mentre Confindustria sospende il giudizio: «La riforma – ha detto D´Amato – è work in progress». Ieri il leader della Cgil Guglielmo Epifani ha replicato a Fini: «Quando dice che è uno sciopero politico dice una cosa non corretta: è uno sciopero contro la Finanziaria, perché non assicura sviluppo e non fa equità, e contro l´intervento di controriforma sulla previdenza». Della stessa opinione i leader della Cisl Pezzotta e della Uil Angeletti: «La mobilitazione non ha nulla di politico, contrasta una controriforma delle pensioni che non ci piace».