Pensioni, aperto spiraglio di dialogo

18/11/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
273, pag. 3 del 18/11/2003
di Teresa Pittelli


Nella Cdl crescono le spinte per la ripresa della trattativa. Intanto i fondi pensione si associano.

Pensioni, aperto spiraglio di dialogo

I sindacati puntano sulla separazione tra previdenza e assistenza

Spiraglio aperto al dialogo sulle pensioni tra governo e sindacati. Mentre l’esame della delega previdenziale rimarrà sospeso fino a giovedì 27, quando la commissione lavoro di palazzo Madama sentirà in audizione il ministro del welfare, Roberto Maroni, i sindacati preparano una proposta alternativa alla riforma del governo. Da presentare, però, ´senza fretta’, ha spiegato ieri il leader della Cisl, Savino Pezzotta, ´sicuramente dopo il 6 dicembre, giorno dell’iniziativa di protesta a Roma’. Per il leader della Uil, Luigi Angeletti, se il governo vuole avviare una trattativa ´dovrebbe stralciare gli incentivi e la previdenza complementare, da far partire subito, e rallentare sul resto della delega’. Nella Cdl, intanto, l’Udc, per bocca del ministro delle politiche comunitarie, Rocco Buttiglione, e della commissione lavoro, Tommaso Zanoletti (Udc), spinge per la ripresa del dialogo con i sindacati. E per mettere da parte l’ipotesi del voto di fiducia sulla delega.

- La proposta dei sindacati. Il pacchetto allo studio di Cgil, Cisl e Uil non contiene solo proposte sulla previdenza, ma un insieme di misure di riforma sociale. Grazie alle quali, se venissero applicate, secondo i sindacati ´si risparmierebbero più dei 9 miliardi di euro che il governo vorrebbe recuperare’. Tra le proposte, in primis la separazione tra le voci assistenza e previdenza, in modo da vagliarne meglio i costi. Ma anche la fiscalizzazione degli oneri sociali che pesano sulla busta paga, in modo da sostituire la proposta del governo, che per diminuire il costo del lavoro punta invece sulla decontribuzione per i neoassunti. Allo studio, poi, l’elevazione al 20% dell’aliquota contributiva di tutti i lavoratori autonomi, dai commercianti ai co.co.co., che secondo i sindacati ´porterebbe nelle casse degli enti previdenziali 4,5 miliardi di euro, la metà di quanto il governo prevede di incassare con la riforma Maroni’. Infine, l’età di pensionamento, sulla quale il sindacato ha sempre mostrato rigidità a cambiare i limiti fissati dalla legge Dini. La proposta, però, potrebbe aprire un negoziato sul requisito anagrafico per la pensione di anzianità, che salirebbe dai 57 ai 58-59 anni, fermo restando il requisito contributivo di 35 anni.

- Le posizioni nella Cdl. Il sottosegretario al welfare, Maurizio Sacconi, anche ieri ha invitato le parti sociali ´a una proposta alternativa sulle pensioni, che però importi lo stesso effetto finanziario di quella del governo’. Ottimista, poi, Rocco Buttiglione (Udc). ´Difficilmente sarà posta la fiducia sulla riforma della previdenza’, ha detto il ministro, che ha anche sottolineato che ´meno si fa ricorso a questo strumento e meglio è, perché significa sfiducia tra il governo e la sua maggioranza’.

Per il presidente della commissione lavoro di palazzo Madama, Zanoletti, ´la sospensione dei lavori del senato potrebbe servire a sbloccare la situazione’. Ma anche alla ripresa dei lavori, comunque, ´tra l’audizione del ministro, l’inizio della discussione generale e i termini per gli emendamenti, lo spazio per il dialogo c’è’, insiste Zanoletti. Proprio il tempo, per potrebbe giocare a sfavore del dialogo.

Maroni non nasconde, infatti, la fretta di approvare la delega entro l’anno, per far partire, come promesso, gli incentivi da gennaio. I sindacati, però, con Pezzotta, ribadiscono che ´si prenderanno il tempo che serve, perché la riforma delle pensioni non si improvvisa come ha fatto il governo’.

- Fondi pensione. I maggiori fondi pensione negoziali hanno aderito ad Assofondipensione (Associazione dei fondi pensione negoziali). L’Associazione, costituita per iniziativa di Confindustria, Confcommercio, Cgil, Cisl e Uil, nel corso della prima riunione del consiglio direttivo (presieduto da Guidalberto Guidi e composto da Morena Piccinini, Pierpaolo Baretta, Adriano Musi, Riccardo Ottaviani, Giuseppe Pagliarani, Andrea Piscitelli, Roberto Santarelli, Elio Schettino e Amedeo Tiveron) ha deliberato l’ammissione dei primi fondi, tra i quali Fonchim (settore chimico), Cometa (settore metalmeccanico), Telmaco (settore delle telecomunicazioni) e Alifond (settore alimentare).