“Pensioni” Angeletti: atto inutile e malvagio

15/01/2007
    domenica 14 gennaio 2007

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    SEGRETARIO UIL

      Angeletti: un atto inutile e malvagio
      colpirà i giovani, già con poche tutele

      ROMA — «Sarebbe solo un atto di malvagità». Luigi Angeletti, segretario della Uil, non lascia il minimo spazio alla trattativa sulla revisione dei coefficienti di calcolo delle pensioni.

      Malvagità?

      «Una carognata, scegliete voi. Oltrechè un’operazione del tutto inutile».

      Insisto: perché usare il termine malvagio?

      «E lei come lo chiama quello che è solo uno sfregio incomprensibile a danno dei giovani, di chi oggi ha venti o trent’anni?»

      Insomma: puro sadismo.

      «La revisione avrebbe effetto a partire dal 2015, quando si andrà in pensione solo con il sistema contributivo, e proprio quando la curva naturale della spesa previdenziale comincerà a scendere. A quei poveracci, che così come stanno le cose piglieranno già meno della metà dell’ultimo stipendio, quando oggi si va con il 70%, tagliargli ancora la pensione che cos’è se non una cattiveria?»

      Non l’accettereste in cambio dell’eliminazione dello scalone?

      «Neanche per idea. Sarebbe uno scambio del tutto improprio. Penalizzare chi va in pensione tra trent’anni a vantaggio di pochi che ci andranno tra sette mesi».

      E a Padoa-Schioppa, che dice che la revisione è prevista da una legge dello Stato, cosa risponde?

      «Che quella legge a me non piace. E poi che anche la separazione tra assistenza e previdenza è prevista da una legge. Disattesa».

      Nessun margine?

      «Guardi, se mi chiamano domani a Palazzo Chigi per discutere io sono pronto. Ma al governo sia chiaro che noi abbiamo già cominciato a pagare. Un miliardo di aumento dei contributi nel 2007, un altro nel 2008. L’abolizione dello scalone vale 5 miliardi nel 2009, due li hanno già recuperati. E questo a esser buoni…»

      Perché, a essere cattivi?

      «Bisognerebbe dire che quei 5 miliardi di risparmi non esistono. Tremonti è stato abilissimo con Bruxelles: gli ha fatto credere che oggi tutti vanno in pensione a 57 anni e che dal 2008 si va a 60. Ma la verità è che già oggi l’età media di pensionamento è di 60 anni. E allora da dove arriveranno i soldi?».

      M.Sen.