Pensioni, An riapre ai sindacati

12/01/2004


DOMENICA 11 GENNAIO 2004

 
 
Pagina 4 – Economia
 
 
POSSIBILI MODIFICHE

Il vicepremier parla della necessità di una "riforma condivisa".

Aumento a scelta tra età e contributi al posto di quota 40?
Pensioni, An riapre ai sindacati
Maroni frena: confronto chiuso. Ma rispunta la proposta Cisl


          ROMA – «Il dialogo faticosamente avviato con le parti sociali non deve essere unilateralmente interrotto dal governo». Gianfranco Fini invita l´esecutivo a ricercare il confronto con i sindacati sulla riforma delle pensioni. Certo, «l´effetto di contenimento della spesa pubblica dovrà essere comunque garantito», ma «siamo disponibili a discutere con le parti sociali di tutto ciò che può depotenziare il conflitto e garantire al dialogo di proseguire». Ad esempio della necessità di avviare i fondi pensione anche nel pubblico impiego.
          Si scalda il fronte della previdenza in vista dell´incontro cruciale di domani alla 12 a Palazzo Chigi. Immediata la reazione del ministro del Welfare Roberto Maroni che è suonata come un freno alle parole di Fini. Con l´incontro di giovedì, ha detto il titolare del Welfare, con Cgil, Cisl e Uil si «è concluso il confronto» sulla riforma del sistema previdenziale. «Il confronto serio e utile sulle pensioni – ha precisato Maroni – si è concluso l´altro ieri. Non si è concluso né si concluderà il dialogo sociale». Sul metodo del dialogo sociale quindi Maroni dice di condividere le dichiarazioni di Fini perché «è il metodo che ha portato alla firma del Patto per l´Italia» ma anche che «la trattativa è diversa dal dialogo». «La riforma efficace – ha concluso il ministro – è farla. Se si blocca tutto non c´è nessuna riforma».
          Non è escluso tuttavia che il governo avanzi, magari informalmente, qualche proposta: oltre alla disponibilità sul silenzio-assenso per il Tfr nei fondi pensione e allo slittamento della decontribuzione, potrebbe trovare spazio anche qualche attenzione alla proposta a suo tempo avanzata dalla Cisl che lascia al lavoratore la scelta del mix tra età anagrafica e età contributiva da aumentare, oggi fissato a «quota 92» (57 più 35). Ma siamo nel campo delle ipotesi.
          La sortita di Fini ha suscitato anche la replica dei sindacati. «Fino ad oggi il confronto con il governo non apre spazi per una vera trattativa, giacché la posizioni sono inconciliabili», ha detto Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil secondo il quale «lunedì tocca al governo dire definitivamente se intende muoversi dalle sue posizioni o meno, e se quindi alla parola dialogo corrisponde anche l´accantonamento della delega e la volontà esplicita di ascoltare quello che il sindacato ha detto e ha da dire, altrimenti restano intenzioni a cui non corrispondono fatti concreti». Epifani quindi non è ottimista «perché non mi pare si sia rimossa la questione da cui è partita l´intenzione del governo di mettere mano alla spesa e al sistema previdenziale: ragioni di finanza e rassicurazione dei mercati finanziari».
          Più cauta la posizione del segretario generale della Cisl Savino Pezzotta: «Colgo con attenzione – ha osservato – che si dica che non bisogna rompere il dialogo. E´ interessante ma voglio vedere concretamente che cosa succede». Anche dal segretario della Uil Luigi Angeletti arriva un «apprezzamento» per la volontà espressa da Fini di continuare il dialogo. «Lunedì – afferma tuttavia – vedremo. Tutto dipende da ciò che ci dirà l´esecutivo. Ciò che conta a questo punto sono le proposte concrete».
          Giungono intanto nuove cifre sui conti previdenziali. Secondo quanto emerge dalla bozza di bilancio di previsione dell´Inps per il 2004, la spesa pensionistica dell´Inps nel 2004 potrebbe superare la quota di 148 miliardi di euro con un aumento di quasi sei miliardi (+4,2%) rispetto al 2003.