Pensioni, altoltà del sindacati

05/05/2003
          3 MAGGIO 2003

           
           
          Pagina 36 – Economia
           
           
          Cgil, Cisl e Uil unite alla manifestazione del primo maggio. Epifani: "Tratteremo con determinazione"
          Pensioni, altoltà del sindacati

          "Il governo accetti le nostre proposte o sarà lotta"
                  Pezzotta: "Di fronte a un no , valuteremo le iniziative da mettere in campo"
                  Ad Assisi qualche contestazione, ma le confederazioni frenano le polemiche

                  DAL NOSTRO INVIATO
                  FERRUCCIO SANSA

                  ASSISI – Un primo maggio dedicato alla pace. Ma i messaggi che Cgil, Cisl e Uil hanno lanciato dalla rocca di Assisi sono stati anche altri: primo, il governo deve assolutamente modificare la delega previdenziale. Altrimenti i sindacati, Cgil in testa, minacciano lo sciopero. E proprio in vista dell´incontro sulle pensioni con il ministro del Welfare, Roberto Maroni, che si terrà martedì prossimo, i sindacati si sono riavvicinati, hanno cercato l´unità che la manifestazione di Assisi sembrava ancora una volta aver incrinato: prima le contestazioni a Pezzotta, poi la freddezza tra i cinquemila militanti (più che tra i segretari), il tutto all´ombra del referendum sull´articolo 18.
                  Il primo messaggio a Palazzo Chigi sulle pensioni è arrivato da Guglielmo Epifani: «Qualcosa si muova nell´atteggiamento del governo. Se c´è la volontà di costruire un terreno di confronto, la Cgil tratterà con serietà e determinazione, altrimenti dovremo avere una linea ferma di mobilitazione e di lotta che deve partire da tutte le organizzazioni sindacali». In concreto: la Cgil è pronta allo sciopero. E il segretario della Cisl sembra d´accordo: «Se il governo non accetterà le nostre proposte, valuteremo le iniziative da mettere in campo», ha detto Pezzotta, sottolineando «unitariamente». D´accordo anche la Uil, ad Assisi c´era il numero due Adriano Musi.
                  Insomma, si cerca l´unità anche se sulla rocca di Assisi la divisione dei sindacati si vedeva: un colpo d´occhio che sembrava la rappresentazione plastica delle posizioni politiche. A destra del palco le bandiere della Cisl, a sinistra quelle della Cgil. Parla Pezzotta e centinaia di bandiere bianco-verdi sventolano. Parla Epifani e tocca a quelle rosse, mentre decine di militanti della Cisl si allontanano.
                  Insomma, contestazioni incrociate. Poco prima era toccato a Pezzotta. Il segretario della Cisl è appena salito sul palco della televisione, quando dalla folla parte un urlo: «Contratto». Pezzotta non se lo fa dire due volte, risponde. E la contestazione diventa più dura: «Servo vota sì», gli urlano. Interviene il servizio d´ordine Cisl. Pezzotta corre verso Epifani: «Guardali», gli urla in faccia, «quelli che mi insultano hanno il cappello della Cgil». Poi dal palco, puntando il dito verso un manifestante che lo contesta, aggiunge: «Non lasceremo la piazza e non ci lasceremo intimidire dalle intolleranze». Epifani prende le distanze dai contestatori: «Ogni forma di intolleranza va respinta». Ma poi, dopo gli applausi che alla fine uniscono i manifestanti, conclude: «La piazza ha dato prova di compostezza». I diretti interessati, i contestatori (una decina di persone) non si scompongono: «Non ce l´abbiamo con la Cisl», si calca il cappello rosso sulla testa Eugenio Boldrini, «Io sono della Cgil di Perugia, ma guardate che tanti anni fa noi abbiamo tirato i bulloni a Trentin. Che abbiamo urlato di tutto anche a Cofferati».
                  Così, la rocca di Assisi si svuota con un po´ di amaro in bocca. Si ripiegano le bandiere e si parla poco dei (parecchi) punti in comune dei discorsi. Gli accenni alla giustizia: «Berlusconi, invece di dedicare il tempo a parlare delle sentenze, lo usi per rispondere ai problemi del paese», è il passaggio più applaudito di Epifani. Oppure i richiami agli imprenditori: «Invece di investire molti vogliono abbattere i costi», dice Musi. E Pezzotta: «L´unità sindacale va perseguita e, dove possibile, realizzata».