Pensioni, Alemanno apre “Discutiamo la gradualità”

13/10/2003

 

lunedì 13 ottobre 2003
Pagina 11 – Economia
 
 
ECONOMIA E POLITICA
Pensioni, Alemanno apre "Discutiamo la gradualità"
Ma Pezzotta frena: difficile riprendere il dialogo
          Stop dei Verdi: il dovere dell´opposizione è bloccare questa controriforma
          Il ministro di An risponde a Fassino. Unica condizione: non toccare i risparmi
          Rispunta l´ipotesi di un bonus alle famiglie che assistono anziani in casa

          RICCARDO DE GENNARO

          ROMA – Centrodestra e Ulivo cominciano a lanciarsi messaggi sulle pensioni. Il segretario dei Ds, Piero Fassino, ha anticipato che valuterà un eventuale emendamento del governo per l´innalzamento «graduale» dell´età contributiva a 40 anni. Un´ipotesi, questa, finora bocciata dai sindacati, ma che sta bene al ministro di An, Gianni Alemanno. Il quale, però, ricorda a Fassino che in ogni caso va rispettato il «paletto» dei 12 miliardi di euro di risparmi all´anno, pari all´1% del Pil. «Se ci sono altre proposte che mantengono inalterato il risparmio, come quella della gradualità – precisa Alemanno, che tra l´altro ripropone l´idea di un bonus a favore delle famiglie con anziani in casa – allora non solo non c´è alcun problema, ma è cosa auspicabile». Il leader Cisl, Savino Pezzotta, conferma tuttavia che non accetterà di riprendere il dialogo sulle pensioni «se dialogare significa accettare quello che gli altri decidono».
          Il dibattito sulla riforma previdenziale ruota ora intorno alla gradualità ed è probabilmente questa la carta che il governo si è riservato per la discussione in Parlamento e con l´obiettivo di dividere nuovamente i sindacati e ripetere la storia dell´art.18 (prima uno sciopero generale unitario, poi – qualche mese dopo – lo sciopero della sola Cgil). Non è un caso, d´altronde, se nel frattempo la Confindustria avanza già una proposta di scambio: «Gradualità sì, ma anticipando i tempi della riforma rispetto al 2008». Ad esempio, facendo partire gli «scalini» di innalzamento dell´età contributiva dai 35 ai 40 anni, se non dall´anno prossimo, dal 2005 o 2006.
          Il centrosinistra ha tutta l´intenzione di andare a «vedere», anche perché, in caso di vittoria alle prossime politiche, toccherà all´Ulivo «gestire» la riforma del centrodestra. Tra i Ds e nella Margherita, d´altronde, non sono pochi coloro che giudicano necessario un nuovo intervento sulle pensioni, soprattutto adesso che Berlusconi ha riproposto il tema. Per ora l´Ulivo attende l´esito dello sciopero del 24 ottobre, poi potrebbe uscire allo scoperto con le sue proposte. C´è, però, lo stop dei Verdi: «Nessuna ciambella di salvataggio al governo, né prima né dopo lo sciopero. Il dovere delle opposizioni è bloccare questa controriforma», dice Alfonso Pecoraro Scanio. Giudizio negativo anche da Rifondazione: «Le aperture di credito al governo di Ds e Margherita sulle pensioni sono sbagliate e gravi», dice Paolo Ferrero.
          La proposta di gradualità potrebbe essere un nuovo terreno di scontro tra la Lega e An (dopo il voto agli immigrati) e favorire il riemergere di vecchie ruggini tra il ministro del Welfare, Roberto Maroni, e lo stesso ministro Alemanno, al quale davvero non spiacerebbe trasferirsi – in caso di un rimpasto – dalle Politiche agricole al Welfare. Il senatore leghista Antonio Vanzo ieri ha dato vita al primo battibecco: «Ormai da un po´ di giorni siamo abituati alle uscite di An, ma non sapevamo che Ds e sindacati avessero eletto loro portavoce Alemanno per dare l´annuncio della gradualità sul nuovo sistema pensionistico». Immediata la replica di Roberto Salerno, An: «Prima di parlare di Alemanno, Vanzo conti fino a dieci».