“Pensioni” Al tavolo solo con una proposta del governo

07/02/2007
    mercoledì 7 febbraio 2007

    Pagina 13 – Economia & lavoro

    Pensioni, al tavolo solo con
    una proposta del governo

      Documento di Cgil, Cisl, Uil: incentivi fiscali alla contrattazione per salari e produttività

        di Felicia Masocco/ Roma

        NON SOLO PENSIONI – Sfida al governo sulla crescita, incentivi fiscali alla contrattazione integrativa per aumentare i salari e la produttività, lotta alla precarietà. «Le politiche liberiste hanno fallito», serve un cambio di marcia. Nel documento presentato ieri Cgil, Cisl e Uil non mettono le pensioni al primo posto. Ma sono comunque le pensioni a tenere banco. Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti dicono di voler restare «abbottonati», si tengono sullo generico. Una scelta tattica in vista del confronto con il governo. Una cosa però l’hanno messa nero su bianco, anzi più d’una: il sistema previdenziale va reso più equo e adeguato al cambiamento demografico. Per farlo, occorre sgomberare il campo dalla riforma Maroni. Va quindi «ripristinata la flessibilità dell’età pensionabile» e «superato l’iniquo scalone». Come, non si dice. Per Luigi Angeletti «si deve tornare a 57 anni e 35 di contributi, e poi andranno previsti incentivi per ritardare l’uscita dal lavoro».

        Dunque si parte da qui, dall’uscita dal lavoro volontaria ed incentivata. Un’apertura? Un punto di partenza, per ora. Il resto lo deciderà la trattativa. Che inizierà solo se il governo si presenta unito. «Se non verrà al tavolo con una sola proposta e non dirà chiaramente quello che vuole, il negoziato neanche inizia», taglia corto Guglielmo Epifani. «Per noi – continua – è importante tornare dove si era prima dello scalone», «se poi il governo arriva con una proposta la valuteremo». Ma per il sindacato resta fermo il no alla revisione dei coefficienti di trasformazione, vanno rivalutate le pensioni in essere e va tenuto conto dei lavori usuranti. Ma fino a che punto è pronto a trattare? «Saremo flessibili almeno quanto lo sarà il governo», risponde Raffaele Bonanni. E «se dice no, non potremo star fermi», chiosa Epifani. «Vogliamo una concertazione trasparente e aggiungo che non sarà una passeggiata. Per noi è una vertenza, per sostenere i nostri obiettivi faremo quel che il sindacato fa in questi casi», ammonisce il leader della Cgil tirando fuori le unghie. Nessuna disponibilità a replicare quanto accaduto con la Finanziaria «quando si parla di previdenza si decide con noi», ha detto.

        Snello il documento illustrato ieri. Quattro pagine appena, eppure pesante. Anzitutto Cgil, Cisl e Uil hanno mediato le loro posizioni e si presentano unite. Non era scontato su temi tanto impegnativi. Così facendo giocano d’anticipo sul governo che sconta divisioni. Soprattutto sulle pensioni. Anche se ieri il ministro Cesare Damiano ha detto di «aver fiducia», che si arriverà a parlare «con una voce sola».

        Ma la previdenza è solo una parte della proposta sindacale. E a sentire Epifani, Bonanni e Angeletti non ne è il «cuore». Centrale è la crescita del paese. E dato che non si può stare rimorchio della crescita internazionale, la scelta di Cgil, Cisl e Uil è puntare sulla crescita «interna» con un aumento dei redditi da lavoro e pensioni e con investimenti di qualità. Coscienti che «c’è un problema di produttività», di sistema e aziendale, le confederazioni si sono spinte a fare quello che un paio di anni fa sembrava impossibile, cioè mettere mano sia pure indirettamente al modello contrattuale. Il contratto nazionale resta com’è, si ipotizza invece un potenziamento del livello integrativo. La ricerca di accordi in azienda va incentivata fiscalmente. In questo modo verrebbero avvantaggiate le retribuzioni e anche la produttività trarrebbe giovamento. Nel documento di parla anche di riforma della pubblica amministrazione e della necessità di rilanciare il confronto con le autonomie locali. Oggi si riunisce il direttivo della Cgil. Lunedì, invece, i direttivi unitari. Dopodiché partirà una campagna di assemblee nei luoghi di lavoro.