Pensioni, a chi tocca il bonus

20/09/2004


            sabato 18 settembre 2004

            Pensioni, a chi tocca il bonus
            Scatta l’8 ottobre l’incentivo per chi ha deciso di restare al lavoro

            Marco Tedeschi

            MILANO Partirà dall’8 ottobre il superbonus per chi, maturati i requisiti per la pensione d’anzianità, vorrà decidere di restare al lavoro e posticipare quindi il pensionamento. La delega previdenziale dovrebbe infatti essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 settembre: dal momento che sono necessari quindici giorni di vacatio legis, il decreto interministeriale sugli incentivi in busta paga sarà quindi effettivamente operativo dall’8 ottobre.

            La condizione per il lavoratore che sceglierà di usufruire del superbonus è che non potrà cambiare idea per almeno due anni. Il superbonus consente al dipendente che ha maturato i requisiti per la pensione d’anzianità (57 anni di età e 35 di contributi) e fino a quando raggiunge l’età per la pensione di vecchiaia, di restare al lavoro usufruendo di un 32,7% in più in busta paga. Ma l’opzione non ammette ripensamenti, nel senso che una volta scelto di restare al lavoro, per due anni il dipendente non potrà fare dietro-front.

            Questa una delle novità della bozza di decreto del ministero del Welfare, di concerto con l’Economia, sugli incentivi al posticipo del pensionamento che attua di fatto una parte importante della delega previdenziale approvata lo scorso luglio.
            Altre novità riguardano il calcolo del trattamento pensionistico per chi usufruirà del superbonus. Nell’ultima bozza di provvedimento, si precisa che l’importo della pensione per questi lavoratori sarà «pari» a quello che sarebbe loro spettato se, invece di continuare a lavorare, fossero andati a riposo, ma «maggiorato degli aumenti perequativi nel frattempo intervenuti». Si fa anche presente che dopo il 31 dicembre 2007, se il lavoratore verserà nuovamente i contributi, avrà diritto alla liquidazione di un supplemento di pensione.

            Più in generale, saranno interessati dal superbonus i lavoratori del settore privato che rinunceranno «all’accredito contributivo relativo all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti ed alle forme sostitutive della medesima».

            Nell’ultima versione della bozza si legge che, per effetto di questa rinuncia, verrà meno l’obbligo per il datore di lavoro di versare i contributi dal primo giorno utile e cioè da quando il lavoratore sceglie di restare al lavoro. «L’importo dei contributi non versati – dice l’articolato – deve essere interamente corrisposto al lavoratore entro il mese successivo al periodo di paga cui si riferiscono». Del 32,7% in più in busta paga, il 23,81% rappresenta la quota dei contributi a carico del lavoratore e l’8,89% a carico del dipendente: questa somma va direttamente in busta paga e non concorre a formare reddito imponibile.

            Qual è la procedura per usufruire del superbonus? Raggiunti i requisiti necessari per la pensione, il dipendente deve farsi rilasciare dall’istituto previdenziale una certificazione che attesta appunto il raggiungimento dei requisiti. Quindi deve dare comunicazione formale dell’intenzione di restare al lavoro, «per lettera o con modalità telematiche», sia alla sede territoriale dell’istituto previdenziale di appartenenza sia al proprio datore di lavoro.

            Chi non fosse in possesso di questa certificazione può anche richiederla direttamente all’istituto previdenziale allegando alla domanda «la documentazione utile a ricostruire la sua carriera contributiva recente». In alternativa, può richiedere la certificazione all’istituto previdenziale (la deve rilasciare entro 30 giorni) contestualmente alla comunicazione delle sue intenzioni.

            Acquisite le certificazioni necessarie e la comunicazione del dipendente, il datore di lavoro cessa di versare i contributi e può inoltre procedere «all’eventuale recupero, a conguaglio, delle contribuzioni pensionistiche già versate per periodi successivi» a quando il lavoratore ha raggiunto i requisiti per la pensione d’anzianità ma non ha ancora esercitato tale opzione, «provvedendo a corrispondere al lavoratore le somme relative alla contribuzione recuperata».